Oltre mille sculture false attribuite ad Alberto Giacometti, un’organizzazione capace di ingannare per anni il mercato dell’arte e un’indagine internazionale culminata con un arresto in Thailandia. È la storia raccontata in Truffa a regola d’arte, il documentario diretto da Stefano Strocchi che ricostruisce uno dei più sorprendenti casi di contraffazione artistica degli ultimi decenni.
Tutto comincia nel 2009, quando la polizia tedesca scopre in un magazzino di Magonza un’enorme quantità di sculture falsamente attribuite all’artista svizzero. Le indagini, condotte dall’ispettore Ernst Scholler e dalla procuratrice Mirja Feldmann, portano alla luce una rete di falsificazione organizzata dal cittadino olandese Robert Driessen, che per oltre un decennio era riuscito a immettere sul mercato opere contraffatte, coinvolgendo intermediari e figure legate al mondo del collezionismo. Al centro del raggiro non c’era soltanto l’abilità tecnica del falsario, ma anche un sistema di relazioni, attribuzioni e valutazioni economiche che aveva permesso alle sculture di raggiungere quotazioni milionarie. Un meccanismo che il documentario ricostruisce attraverso le testimonianze dei protagonisti, compresi lo stesso Driessen e gli investigatori che riuscirono a individuarlo.

Prodotto da Unknown Media e Indyca, il film adotta il linguaggio del true crime, alternando il racconto delle indagini a una riflessione sulle contraddizioni del mercato artistico. Strocchi, regista torinese da anni attivo a Berlino e già autore di episodi della docuserie Art Crimes, utilizza questa vicenda per interrogarsi sui meccanismi attraverso cui si costruiscono l’autenticità e il valore economico di un’opera. Il documentario è stato presentato attraverso una serie di proiezioni nelle sale italiane, a partire dal 22 giugno a Torino e dal 23 giugno a Milano, con successive tappe a Roma, Napoli, Bari e Cesena.
Al di là della dimensione criminale, Truffa a regola d’arte solleva una questione più ampia: quanto può essere vulnerabile un mercato in cui il valore di un’opera dipende anche dalla fiducia riposta negli esperti, negli intermediari e nelle certificazioni? Una vicenda che, attraverso il caso Giacometti, mette in discussione le certezze su cui si fonda il sistema del collezionismo.


