Gli ingressi del Louvre sono stati bloccati nella mattina di lunedì 19 ottobre da una cinquantina di studenti dell’École du Louvre, scesi in campo per sostenere il movimento dei liceali e denunciare quella che definiscono «repressione poliziesca». L’azione ha impedito la regolare apertura del museo parigino, trasformato dai manifestanti in uno spazio simbolico per dare visibilità alle proprie rivendicazioni.
«Siamo fieri di annunciarvi che stiamo bloccando il più grande museo del mondo», si legge nel volantino diffuso nei pressi dell’ingresso e visionato dall’Agence France-Presse. Secondo la direzione del Louvre, l’iniziativa non è direttamente rivolta contro l’istituzione, ma utilizza il museo come «cassa di risonanza» per una protesta più ampia. Anche studenti dell’École des Beaux-Arts avrebbero aderito all’azione, secondo quanto riferito dal sindacato CFDT.

Dalle scuole alla protesta contro il caro vita
Le mobilitazioni sono iniziate a metà settembre con le rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori sulle condizioni degli istituti, per poi estendersi a questioni sociali ed economiche, tra cui l’aumento del costo della vita. Il blocco del Louvre arriva due giorni dopo una giornata nazionale di protesta che ha coinvolto diverse città francesi e durante la quale, accanto alle manifestazioni, si sono verificati episodi di violenza, saccheggi e incendi.
Le tensioni hanno spinto il presidente Emmanuel Macron a chiedere una verifica delle misure di sicurezza. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riconosciuto le difficoltà nella gestione degli scontri, affermando che in alcune città le autorità avevano perso il controllo della situazione. Il governo ha inoltre riferito di migliaia di fermi e di numerosi feriti tra le forze dell’ordine. Gli episodi di violenza hanno coinvolto anche manifestanti e attività commerciali.
La protesta si inserisce in un clima di crescente malcontento legato al rincaro dei prezzi, che interessa anche altri Paesi europei. In Italia, nel fine settimana, si sono verificati scontri a margine di manifestazioni a Milano, mentre in Spagna e Portogallo continuano le mobilitazioni legate soprattutto all’aumento dei costi abitativi.

Il museo come spazio simbolico della protesta
Secondo la direzione del Louvre, il blocco non è direttamente rivolto contro il museo, ma lo utilizza come luogo di visibilità per le rivendicazioni studentesche. L’École du Louvre, situata all’interno del complesso museale, è un istituto di istruzione superiore specializzato in storia dell’arte, archeologia, epigrafia, antropologia e museologia.
Il sindacato CGT, che ha espresso sostegno all’iniziativa senza prendervi parte direttamente, ha riferito che la chiusura sarebbe proseguita almeno fino a mezzogiorno. L’azione mostra come le proteste, inizialmente concentrate sulle condizioni delle scuole, si siano estese a un malcontento più ampio, coinvolgendo anche luoghi simbolici della vita culturale francese.


