Botànica Domèstica / Herbario Nuovo: piante, cura e saperi femminili

Il Centre Cultural La Nau dell’Universitat de València presenta una mostra di Las Mitocondria che rilegge i saperi legati alle piante e alla cura a partire da un erbario del XVI secolo

Quali conoscenze rimangono al di fuori dei racconti ufficiali? Come vengono trasmessi quei saperi che passano da una generazione all’altra attraverso i corpi, le mani e l’esperienza quotidiana?

Sono alcune delle domande che attraversano Botànica Domèstica / Herbario Nuovo, la mostra che il duo artistico Las Mitocondria, formato dall’artista visiva María Ángeles Vila Tortosa e dalla coreografa Alicia Herrero Simón, presenta al Centre Cultural La Nau dell’Universitat de València. La mostra sarà visitabile fino al 22 novembre nella Sala Oberta e nel chiostro de La Nau a Valencia.

Il duo artistico Las Mitocondria porta il mondo vegetale nello spazio domestico, trasformandolo in un territorio di memoria, cura e riflessione sul ruolo delle donne nella trasmissione del sapere.

Las Mitocondria, collettivo formato da María Ángeles Vila Tortosa e Alicia Herrero Simón, nasce dall’incontro tra le arti visive e le arti del movimento. Dal 2008 le due artiste sviluppano un linguaggio condiviso nel quale immagine, corpo, gesto e memoria diventano strumenti di pensiero critico, attraverso progetti interdisciplinari che mettono in dialogo performance, arti visive e ricerca.

Il loro percorso prende forma nel 2013 con Cultura doméstica, progetto presentato in diversi contesti internazionali, nel quale la casa cessa di essere uno spazio esclusivamente privato e silenzioso per trasformarsi in un territorio politico. Attraverso lo spazio domestico, le artiste interrogano i racconti ereditati sul femminile, sulla cura, sulla maternità, sulla malattia, sulla trasmissione del sapere e sul lutto.

Il progetto prende avvio dallo studio degli antichi erbari conservati nelle collezioni patrimoniali dell’Universitat de València, con particolare attenzione all’Herbario Novo del medico e botanico italiano Castore Durante, una delle opere di riferimento della tradizione botanica europea del XVI secolo. Oltre alla sua rilevanza scientifica, il trattato si distingue per la ricchezza e la precisione delle sue illustrazioni, la cui realizzazione è stata talvolta attribuita a Isabella Parasole, sebbene tale ipotesi non abbia finora trovato una conferma definitiva.

La possibilità che una donna abbia partecipato alla realizzazione di un’opera scientifica di tale rilevanza apre una riflessione sulle assenze, sui silenzi e sulle difficoltà di riconoscimento che hanno storicamente segnato la presenza delle donne nei campi dell’arte e della scienza.

A partire da questo presupposto, María Ángeles Vila sviluppa un erbario contemporaneo che reinterpreta alcune delle piante presenti nel trattato originale. Attraverso disegni realizzati mediante carboncino, pastello, incisione, monotipia e scrittura, l’artista trasporta le immagini botaniche nel presente, creando un dialogo tra sapere scientifico, memoria culturale e immaginazione simbolica.

Ogni opera intreccia frammenti di testi storici con riferimenti provenienti dalla tradizione popolare, dalla medicina ancestrale, dalla magia e dal pensiero esoterico. Le piante selezionate, molte delle quali legate alla vita quotidiana e alla dimensione domestica, si fanno così portatrici di racconti, credenze e saperi tramandati attraverso le generazioni.

In questa prospettiva, Vila rilegge l’idea stessa di erbario, reinterpretando le tavole del Herbario Nuovo e riportandole a una dimensione monumentale. I disegni vengono ingranditi e trasferiti nello spazio del cortile de La Nau, l’antica sede dell’Universitat de València, dando vita a un’installazione immersiva in cui immagini e parole in italiano avvolgono lo spettatore.

Le tavole, sottratte alla pagina e restituite allo spazio architettonico, trasformano il cortile in un grande erbario contemporaneo, sospeso tra dimensione scientifica e poetica. Lo spettatore non si trova più di fronte alle immagini delle piante, ma dentro di esse, immerso in un ambiente da attraversare e abitare.

La mostra si amplia inoltre attraverso la dimensione performativa con Radicum, un’azione corale diretta da Alicia Herrero Simón alla quale partecipano 30 donne di diverse generazioni. Il corpo diventa uno spazio di trasmissione: gesti, movimenti e racconti recuperano la dimensione collettiva della cura e trasformano il chiostro de La Nau in un luogo d’incontro tra memoria, natura ed esperienza.

Il progetto si ispira anche al concetto scientifico di Wood Wide Web, elaborato dall’ecologa forestale Suzanne Simard, che descrive le reti di interazione e comunicazione che collegano gli alberi e gli altri organismi di un ecosistema. In Radicum, questa idea si trasforma in una metafora corporea e sociale: i corpi-radice occupano lo spazio come immagine di appartenenza, connessione e sorellanza.

La performance è realizzata con la collaborazione del Conservatori Superior de Dansa de València Nacho Duato, della Escola d’Art i Superior de Disseny d’Alcoi, dell’Institut de Dansa Educocreativa i Social e dell’Ajuntament de Xàtiva.

Il lavoro prosegue oltre il cortile de la Nau per raccontare Botánica Doméstica all’interno della Sala Oberta. Proprio all’interno delle mura, le artiste presentano un’installazione composta da una serie di fotografie allestite su una carta da parati creata da Vila. I corpi e le piante instaurano una relazione di prossimità che si allontana dalla concezione della natura come spazio esterno e separato dall’essere umano. Qui il vegetale non è semplicemente un soggetto da rappresentare, ma diventa parte di una rete di relazioni nella quale corpo, memoria e territorio si influenzano reciprocamente.

Tra le opere che compongono il percorso espositivo si trovano Musa e Ombilico di Venere. Quest’ultima stabilisce una connessione simbolica tra il corpo e la natura e affronta l’interdipendenza tra gli esseri viventi attraverso una serie di foglie che si espandono concentricamente, evocando al contempo la forma di seni che nutrono e accudiscono.

Il video Cuidados (2019) approfondisce questa dimensione intima della cura attraverso la relazione tra una madre e una figlia. L’opera mostra la figlia mentre si prende cura della madre dopo un intervento chirurgico per un tumore al seno.

Il percorso di conclude con Erbario domestico, un’opera composta da oltre cento elementi vegetali che celebra la sapienza femminile legata alle proprietà curative delle piante. Ogni pianta è associata a una parola che ne evidenzia il rapporto con il corpo e l’universo femminile. L’opera valorizza il legame tra donne e natura, la tradizione dei rimedi naturali e la trasmissione del sapere di generazione in generazione, denunciando al tempo stesso le discriminazioni storicamente subite dalle donne custodi di queste conoscenze.

Il programma collegato alla mostra proseguirà il 17 novembre con il Seminario Plantas mágico-medicinales en el imaginario europeo: creencia, legado y folklore, che si terrà presso il Centre Cultural La Nau. Organizzato dall’Associazione Internazionale Aromas Itinerarium Salutis, responsabile della “European Route of Historic Pharmacies and Medicinal Gardens”, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa. Saranno inoltre presenti specialisti della “Leonardo Da VinciEuropean Route”, che analizzeranno l’importanza di queste piante nell’opera del genio, insieme ad altri esperti provenienti, tra gli altri, dalla Francia, dal Portogallo, da Minorca e dalla Catalogna.