Venezia, la storia degli occhiali diventa una mostra a Palazzo Flangini

Dalle prime invenzioni alle trasformazioni del design, The Lens of Time ripercorre l’evoluzione di un oggetto che ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo, tra artigianato, innovazione e cultura

Da semplice strumento per correggere la vista a oggetto di culto, accessorio di moda e simbolo di riconoscimento individuale. La storia degli occhiali racconta molto più dell’evoluzione di una tecnologia: attraversa le trasformazioni del costume, dell’industria e dell’immaginario collettivo. A ripercorrerla è The Lens of Time – Gli occhiali dalle origini al cinema, la mostra che arriva a Roma, a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo la prima edizione veneziana del 2025. Promossa e organizzata da ANFAO, Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici, in collaborazione con il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, l’esposizione sarà inaugurata il 13 ottobre alle ore 17, mentre dal 14 al 30 ottobre sarà visitabile gratuitamente dal pubblico. Il percorso prende avvio dal XIII secolo, quando compaiono le prime forme di occhiali, e segue le successive trasformazioni di un oggetto che, nel corso del tempo, ha assunto significati sempre più complessi. Dalle prime lenti utilizzate per facilitare la lettura alle montature elaborate dei secoli successivi, fino alle sperimentazioni del design contemporaneo, emerge una storia in cui artigianato, ricerca scientifica e sensibilità estetica procedono di pari passo.

L’occhiale diventa così una lente attraverso cui osservare anche i cambiamenti della società. Se inizialmente il suo utilizzo era legato soprattutto allo studio e alle attività intellettuali, con il passare dei secoli si è trasformato in un accessorio capace di esprimere gusto, posizione sociale e personalità. Un’evoluzione che trova nell’industria italiana, e in particolare nella tradizione produttiva del Cadore, uno dei suoi capitoli più significativi. La novità dell’edizione romana è il rapporto con il cinema, che amplia il racconto già proposto a Venezia. Il progetto si arricchisce infatti della collaborazione di Steve Della Casa, conservatore della Cineteca Nazionale presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, critico cinematografico e autore, chiamato ad approfondire il ruolo degli occhiali nella costruzione dell’immaginario cinematografico.

Sul grande schermo, del resto, una montatura può diventare un elemento decisivo nella definizione di un personaggio. Gli occhiali contribuiscono a costruire identità immediatamente riconoscibili, suggeriscono caratteristiche psicologiche e diventano talvolta inseparabili dal volto degli interpreti. Dal cinema classico alle produzioni contemporanee, hanno assunto un valore narrativo che supera ampiamente la loro funzione originaria, entrando a far parte del linguaggio visivo e della cultura popolare. L’arrivo a Roma segna una nuova tappa per un progetto che ha già attraversato diversi contesti espositivi. Dopo il debutto a Palazzo Flangini, a Venezia, dove ha registrato oltre 2.500 visitatori, The Lens of Time è stata presentata anche nell’ambito di MIDO 2026, la manifestazione internazionale dedicata all’occhialeria, confermando la volontà di raccontare questo settore non soltanto come eccellenza manifatturiera, ma anche come patrimonio culturale. La mostra romana prosegue dunque una riflessione sul rapporto tra oggetti quotidiani e storia collettiva, mettendo in evidenza come anche un accessorio apparentemente ordinario possa diventare testimone delle trasformazioni di un’epoca. Perché gli occhiali, oltre a modificare il modo in cui guardiamo il mondo, hanno contribuito a cambiare anche il modo in cui scegliamo di mostrarci agli altri.

The Lens of Time
Dal 14 al 30 ottobre 2026
Palazzo Piacentini, Roma