Prado e Rijksmuseum insieme per riscrivere il ruolo delle donne nella storia dell’arte

I musei di Madrid e Amsterdam avviano una collaborazione con l’obiettivo di riportare al centro figure femminili a lungo rimaste ai margini della narrazione artistica europea

La storia dell’arte europea è stata raccontata per secoli attraverso una prospettiva prevalentemente maschile, lasciando spesso in secondo piano il contributo delle donne, non soltanto come artiste, ma anche come collezioniste, committenti e protagoniste della vita politica e culturale. A mettere in discussione questa lettura sono ora due delle principali istituzioni museali del continente: il Museo Nacional del Prado di Madrid e il Rijksmuseum di Amsterdam, che hanno annunciato il primo ottobre un accordo di collaborazione dedicato allo studio e alla valorizzazione della presenza femminile nella storia dell’arte. L’intesa punta a sviluppare nuove ricerche, promuovere iniziative espositive e rileggere le collezioni attraverso prospettive capaci di restituire visibilità a figure il cui ruolo è stato spesso sottovalutato dalla storiografia tradizionale. Il progetto nasce dalla volontà di mettere in relazione il patrimonio e le competenze scientifiche delle due istituzioni, approfondendo in particolare i legami storici tra la Spagna e i Paesi Bassi, territori che per lungo tempo hanno condiviso vicende dinastiche e politiche sotto il dominio degli Asburgo.

Uno degli aspetti più interessanti della collaborazione riguarda proprio lo studio del potere femminile nei territori asburgici, con un’attenzione particolare alle forme di governo, alla rappresentanza e all’influenza esercitata dalle donne nella società dell’epoca. Attraverso borse di studio post-dottorato, indagini archivistiche e analisi delle opere conservate nei due musei, i ricercatori potranno confrontare esperienze storiche differenti e ricostruire il ruolo delle donne nella costruzione dell’immaginario politico e culturale europeo. La ricerca sarà accompagnata da incontri scientifici, convegni e iniziative pubbliche, oltre che da un futuro progetto espositivo ad Amsterdam. L’obiettivo non è soltanto ampliare il numero di artiste rappresentate nelle sale museali, ma interrogare i criteri attraverso cui il patrimonio artistico è stato studiato, selezionato e tramandato, riconoscendo il contributo di figure femminili che hanno influenzato la produzione e la circolazione delle opere.

L’accordo si inserisce in un percorso che entrambe le istituzioni hanno già intrapreso negli ultimi anni. Il Prado ha sviluppato il programma La prospettiva femminile, un’iniziativa dedicata alla rilettura delle proprie collezioni attraverso il ruolo delle donne nell’arte e nella storia. Mostre, pubblicazioni e approfondimenti hanno contribuito a riportare l’attenzione su personalità come Artemisia Gentileschi, Clara Peeters e Sofonisba Anguissola, protagoniste di una produzione artistica che ha dovuto confrontarsi con le limitazioni sociali e professionali imposte alle donne nelle rispettive epoche. Il programma proseguirà a dicembre con un nuovo progetto espositivo dedicato a Mariana d’Austria, regina di Spagna e figura centrale negli equilibri politici della monarchia asburgica. La sua vicenda permetterà di approfondire il rapporto tra rappresentazione del potere, identità femminile e costruzione dell’immagine pubblica, mostrando come il ritratto e la committenza artistica abbiano contribuito a definire l’autorità delle donne nelle corti europee.

Anche il Rijksmuseum ha avviato un processo di revisione delle proprie collezioni, affidato dal 2021 a un gruppo di lavoro interdisciplinare impegnato a rafforzare la presenza femminile nei percorsi espositivi e nelle attività di ricerca. A questo impegno si è affiancata una politica di acquisizioni che ha portato nelle raccolte del museo opere di artiste come Gesina ter Borch, Maria van Oosterwijck e Marlow Moss, contribuendo ad ampliare una narrazione storicamente concentrata sui grandi maestri uomini. L’attenzione non riguarda esclusivamente il recupero di nomi dimenticati, ma anche la possibilità di osservare da nuove angolazioni opere già presenti nelle collezioni, ricostruendo le relazioni tra produzione artistica, società e identità di genere.

La collaborazione tra Madrid e Amsterdam apre dunque una riflessione che va oltre la semplice questione della rappresentanza femminile nei musei. Riconoscere il ruolo delle donne nella storia dell’arte significa anche ripensare il modo in cui quella storia è stata costruita, individuando le esclusioni e i criteri che hanno contribuito a definire il canone artistico occidentale. La ricerca congiunta tra Prado e Rijksmuseum potrebbe offrire nuovi strumenti per affrontare questo processo, mettendo in dialogo patrimoni, archivi e tradizioni storiografiche differenti. Una prospettiva che considera il museo non soltanto come luogo di conservazione delle opere, ma come istituzione chiamata a interrogare continuamente le proprie narrazioni e a confrontarsi con ciò che, per lungo tempo, è rimasto fuori dal racconto ufficiale.