Cucinare come forma d’arte. A quattro mani, come forma di condivisione e di sublimazione delle esperienze. È sempre più frequente vedere professionisti dell’alta gastronomia dividersi i fornelli mescolando brigate e saperi, con l’obiettivo di trovare nuovi percorsi alla cultura gastronomica italiana. È accaduto la scorsa estate anche a Porto Ercole tra le mura, anzi sul rooftop dell’hotel La Roqqa, progetto inaugurale di Miramis (società internazionale di ospitalità che sviluppa hotel, ristoranti, luoghi di intrattenimento e destinazioni esperienziali radicate nel territorio) ispirato dal profondo affetto che l’imprenditore svedese Conni Jonsson e la sua famiglia nutrono per il luogo dove hanno trascorso numerose estati indimenticabili. Gli interni che reinterpretano il country chic toscano in chiave cosmopolita sono firmati dai designer Ludovica Serafini e Roberto Palomba dello studio milanese Palomba Serafini Associati, mentre il titolo dell’incontro gastronomico ha evidenti assonanze letterarie, visto che cita il romanzo di Johann Wolfgang von Goethe Le Affinità Elettive per identificare il dialogo tra Francesco Ferretti, culinary director di ‘Scirocco’, il ristorante del cinque stelle La Roqqa, e Stefano Pinciaroli, chef di PS Ristorante (Stella Verde Michelin) di Villa Petriolo tenuta di ospitalità sostenibile dove il patrimonio rinascimentale incontra un approccio contemporaneo all’accoglienza (Cerreto Guidi, Firenze).




Al centro un solo territorio, la Toscana, con le sfumature diverse e complementari della sua cucina capace di spaziare dal pescato e dagli orti affacciati sul mare, all’entroterra dove la tenuta agricola biologica di Villa Petriolo costruisce la propria identità attorno a un ecosistema agricolo. Settembre con il clima ancora dolce che sfuma colori e sapori, è il periodo dell’anno ideale per lavorare sulle ‘affinità’. “E’ un momento particolarmente suggestivo per chi cucina: gli ingredienti conservano ancora la luminosità dell’estate, ma iniziano già a esprimere una maggiore profondità. Con Stefano abbiamo costruito il menu partendo da questo passaggio e lasciando che fossero i prodotti, il territorio e le rispettive sensibilità a indicarci la direzione, ha commentato Francesco Ferretti. La sequenza di piatti, degustati insieme a Roberta Davanzo, area general manager Italia per Miramis, ha incluso dal ‘Rinascimento di Cinta’, dedicato alla Cinta Senese biologica, al gran finale dedicato all’Argentario, dove il pomodoro viene reinterpretato in un equilibrio tra orto, dolcezza e freschezza mediterranea, prima delle praline “Mare, terra e aria”, pensate per racchiudere in un solo piatto i profumi della Toscana. “Ho voluto reinterpretare la classica cucina toscana in chiave moderna avendo sempre un ricordo della tradizione riportandoci al passato con gli ingredienti che rappresentano la tenuta di Villa Petriolo” ha aggiunto, Stefano Pinciaroli. E il giorno seguente? Sole, mare e buona cucina all’Isolotto Beach Club.









