Al MAXXI l’arte diventa un gioco collettivo con Francesco Clemente e Art on Cards

Quindici tavoli da gioco e un mazzo di 48 carte d’artista per il progetto ideato da Bartolomeo Pietromarchi, che trasforma l’immaginario di Clemente in un’esperienza di partecipazione e condivisione.

Primo protagonista: Francesco Clemente, pittore, disegnatore, esponente della Transavanguardia. Attorno ai tavoli, nella lobby del MAXXI si ritrovano collezionisti, mecenati, artisti, curatori e amateur per dedicarsi ad ‘Art on Cards’, gioco curatoriale che trasforma l’universo visivo e poetico di un artista in un’esperienza collettiva, aperta, partecipativa e coinvolgente vista l’energia che scorre tra le pareti del Museo nazionale di via Guido Reni alla prima sessione. L’invito a sedersi ad uno dei quindici tavoli da gioco per l’evento di lancio di Art on Cards è arrivato da Bartolomeo Pietromarchi, che ha ideato con Francesco Clemente – intervenuto in collegamento dal suo studio di New York – un mazzo di 48 carte d’artista. A fare gli onori di casa Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e il direttore generale Paola Macchi, insieme a Massimo Sterpi, presidente degli Amici del MAXXI e storico sostenitore del museo, accompagnato dalla moglie Emilia.

Tra i presenti Roberto Lombardi, collezionista e socio di ‘Art on Cards’, la direttrice scientifica del progetto Grande Maxxi Margherita Guccione, la curatrice Chiara Bertini, e ancora Giovanna Melandri, la fondatrice di FOROF Giovanna Caruso Fendi, Lavinia Branca, Adriana Sartogo, la gallerista Erica Ravenna, Ortensia Visconti e Cyril de Commarque, Ophelia Snyder, Grazia Materia, Gustavo Pacifico, Luca Albanese, Giorgia Buoncristiani e Giangi Pellegrino, Luca e Virginia Pietromarchi, Silvia Geddes.  Le immagini e le parole di Clemente si interpretano sotto la guida degli studenti del Master of Art della Luiss. Il gioco è semplice, intuitivo, e si ispira al museo portatile di Marcel Duchamp, trasformandolo in un’esperienza partecipativa, nella quale l’arte prende vita attraverso il gioco e la condivisione. Con ‘Art on Cards’ non ci si limita ad osservare o interpretare il lavoro di un artista, ma lo si mette in movimento. Il linguaggio dell’artista diventa un linguaggio condiviso che ciascuno fa proprio, mettendo in discussione il proprio punto di vista e creando nuove associazioni, significati e riflessioni. Dopo le Playing Sessions al MAXXI L’Aquila e a New York, il progetto proseguirà a Torino per Artissima e in altre tappe internazionali. La prossima edizione sarà dedicata a Shirin Neshat, a Carsten Holler e a William Kentridge.