A Nemours, cittadina francese di circa 12mila abitanti a sud di Parigi, esiste una Fondazione per l’arte contemporanea fondata da Claudia Cardinale. Un progetto meno conosciuto rispetto alla straordinaria carriera cinematografica dell’attrice, ma che racconta un altro aspetto del suo rapporto con la cultura: il sostegno alla creazione contemporanea, agli artisti emergenti e alla possibilità di utilizzare l’arte come strumento per interpretare le trasformazioni della società.
La Fondation Claudia Cardinale non nasce infatti come museo dedicato all’attrice e nemmeno come spazio celebrativo della sua carriera. È una realtà operativa che invita gli artisti a Nemours, li accoglie in residenza e li accompagna nello sviluppo di nuovi lavori, costruendo contemporaneamente una relazione con la città e con le persone che la abitano. L’idea alla base del progetto è quella di produrre arte, più che conservarla, e di farlo partendo dalle questioni che attraversano il presente.
«Sono sempre stata convinta che l’arte e la creazione siano risorse illimitate per rinnovare l’immaginario sulle questioni contemporanee», spiegava Cardinale presentando la Fondazione. Tra i temi indicati dall’attrice figuravano anche alcune delle battaglie che avevano segnato il suo impegno pubblico, come la difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente, questioni che considerava ancora aperte e bisognose di nuove energie.

Una Fondazione che lavora con gli artisti
Uno dei cardini dell’attività è rappresentato dalle residenze artistiche. Gli artisti vengono accolti negli spazi della Fondazione e seguiti da un team durante il processo creativo, fino alla produzione di un’opera. I lavori possono essere presentati inizialmente sul territorio, anche negli spazi di Le Picardeau, per poi circolare in altre città francesi e, in alcuni casi, raggiungere una dimensione internazionale.
Il rapporto con Nemours è parte integrante del progetto. La Fondazione cerca infatti di coinvolgere luoghi e attività della zona, trasformandoli in punti di incontro e favorendo uno scambio tra artisti, abitanti e visitatori. Cardinale stessa descriveva la Fondazione come «la mia casa, un luogo da vivere in tutti i sensi», immaginandola come uno spazio di condivisione capace di nutrirsi della ricchezza del territorio senza rinunciare a una prospettiva internazionale.
Il progetto ORA porta l’arte nel castello di Nemours
Questo dialogo con la città trova una delle sue espressioni più interessanti nel progetto ORA, attraverso il quale l’arte contemporanea entra nell’oratorio del castello di Nemours. Le opere vengono presentate all’interno dello spazio storico attraverso percorsi sviluppati dalla Fondazione insieme a Jérôme Fourmanoir, direttore del castello, e al FRAC Île-de-France, istituzione impegnata nella raccolta, nella diffusione e nel sostegno dell’arte contemporanea.
Tra i progetti ospitati nell’oratorio figura quello dell’artista italiano Friedrich Andreoni, autore di un’installazione sonora site-specific costruita intorno alla parola araba sabr (صبر), termine legato ai concetti di pazienza, resistenza e capacità di affrontare le avversità.

Per ORA, Andreoni ha realizzato un nastro magnetico che attraversa lo spazio storico, sul quale è stata incisa la voce di un muezzin palestinese mentre pronuncia la parola sabr. La fragilità stessa del supporto, destinato potenzialmente a deteriorarsi, entra nella costruzione dell’opera e diventa una riflessione sulla precarietà, sulla capacità di resistere e sulla necessità di adattarsi alle trasformazioni del presente.
Giovani artisti, ambiente e donne
Una particolare attenzione è rivolta agli artisti delle nuove generazioni, soprattutto a chi si trova ancora in una fase di ricerca e sperimentazione. Accanto al sostegno alla produzione, la Fondazione concentra parte del proprio programma su questioni considerate centrali da Cardinale, a partire dal futuro dell’ambiente e dalla posizione delle artiste donne, ancora alle prese con disparità di visibilità e riconoscimento all’interno del sistema dell’arte. La direzione della Fondation Claudia Cardinale è affidata a Claudia Squitieri, figlia dell’attrice e del regista e sceneggiatore Pasquale Squitieri, insieme a Perrin Gamot.



