Dal 15 settembre 2026 al 6 gennaio 2027 la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano accoglie One Palm Closer to the Sky, mostra personale di Shilpa Gupta curata da Bruna Roccasalva. Promosso da Fondazione Furla e GAM, il progetto costituisce l’ottavo appuntamento di Furla Series, il programma che dal 2017 porta artiste internazionali a confrontarsi con importanti istituzioni italiane. Tra le protagoniste più riconosciute della scena contemporanea internazionale, Gupta ha costruito negli anni una ricerca che attraversa linguaggio, censura, mobilità, identità e strutture di potere. Scultura, installazioni luminose, video, suono e performance diventano strumenti per osservare i meccanismi che definiscono il rapporto tra individuo e collettività, spazio privato e sfera pubblica, appartenenza e confine.

Fit, 2017-2023. Courtesy Amant
Photo: Sebastian Bach

Fit, 2017-2023. Courtesy Amant
Photo: Sebastian Bach
Shilpa Gupta, tra linguaggio e sistemi di controllo
A Milano l’artista presenta una serie di nuove produzioni che condensano alcuni dei nuclei centrali della sua pratica. Il testo e la parola assumono un ruolo fondamentale, insieme al coinvolgimento diretto dello spettatore e alla trasformazione di oggetti quotidiani. Alcuni interventi oltrepassano inoltre i confini fisici del museo, portando la ricerca dell’artista nello spazio pubblico e riducendo la distanza tra esperienza artistica e vita quotidiana. Al centro della mostra c’è soprattutto il rapporto tra l’individuo e i sistemi di controllo che ne condizionano l’esistenza. Gupta guarda al modo in cui media, istituzioni e linguaggio intervengono nella costruzione della nostra percezione della realtà. Ma One Palm Closer to the Sky introduce in questa riflessione anche un elemento ulteriore: la speranza, intesa come qualcosa che continua a resistere dopo generazioni di lotte per la libertà e che oggi appare nuovamente fragile davanti all’affermazione di tendenze autoritarie in diverse parti del mondo.

I Live Under Your Sky Too, 2004-ongoing, Photo: Shrutti Garg
Il dialogo con la collezione della GAM
Il contesto della GAM diventa parte integrante del progetto. Le opere contemporanee di Gupta entrano infatti in relazione con la collezione ottocentesca del museo, nata in una stagione cruciale per la definizione di concetti come identità, nazione, appartenenza e confine. La distanza storica diventa così uno strumento per leggere il presente e le sue tensioni. Il percorso comincia già nel cortile del museo e prosegue nelle cinque sale del piano terra, costruendo una panoramica della pratica dell’artista. Più che limitarsi alla dimensione contemplativa, le opere cercano di trasformare la ricerca in esperienza, sollecitando ascolto, partecipazione e confronto.

La mostra prosegue inoltre la collaborazione avviata nel 2021 tra Fondazione Furla e GAM, che ogni anno propone un progetto inedito capace di mettere in relazione l’arte contemporanea con gli spazi storici e la collezione permanente del museo. Furla Series, nato nel 2017, si caratterizza invece per un programma interamente dedicato alle artiste e al loro contributo alla cultura contemporanea. Nata nel 1976 e attiva a Mumbai, Shilpa Gupta ha esposto in istituzioni come il Barbican di Londra, il Centro Botín di Santander e il Museum of Contemporary Art di Anversa. Nel 2023 il MAXXI L’Aquila le ha dedicato una doppia personale insieme a Marisa Merz, mentre il suo percorso internazionale comprende partecipazioni alla Biennale di Venezia, Berlino, Gwangju, Liverpool e Sharjah. Le sue opere sono oggi presenti, tra le altre, nelle collezioni di Tate Modern, Guggenheim Museum, Centre Pompidou e M+.


