Con PERFORMATIVE 2026 il museo si trasforma in uno spazio di esperienze

Torna al MAXXI L’Aquila il festival dedicato alle pratiche performative tra arte, musica contemporanea, danza, poesia, teatro, elettronica e sperimentazione scenica

Dall’11 al 13 settembre il MAXXI L’Aquila torna a essere uno spazio di sperimentazione, incontro e ricerca con la sesta edizione di Performative, il festival dedicato alla performance contemporanea che per tre giorni porta a Palazzo Ardinghelli artisti italiani e internazionali, tra musica, danza, teatro, poesia, videoarte e arti visive. Oltre 50 appuntamenti, tutti gratuiti, costruiscono un programma pensato non come un percorso da seguire, ma come un’esperienza da attraversare. È COMBINATORIE il tema scelto per questa edizione: una parola che evoca l’accostamento, la trasformazione e la possibilità di generare nuovi significati attraverso l’incontro tra linguaggi, pratiche e sensibilità differenti. Curato da Fanny Borel e Oscar Pizzo, realizzato grazie al sostegno di ALES S.p.A. e con il patrocinio del Comune dell’Aquila, Performative 06 rinnova la propria vocazione alla ricerca e alla contaminazione, invitando il pubblico a diventare parte integrante della manifestazione. Per la prima volta, infatti, Palazzo Ardinghelli sarà l’unico cuore pulsante del festival. Il museo si trasformerà in un grande palcoscenico diffuso, abitato dalla mattina alla sera da performance, concerti, installazioni e incontri.

Le sale e gli spazi del MAXXI diventeranno luoghi in continua trasformazione, dove azioni diverse potranno incontrarsi, sovrapporsi e accadere contemporaneamente. Non ci sono itinerari obbligati né una sequenza prestabilita: ogni spettatore potrà costruire il proprio Performative, scegliendo liberamente cosa vedere, dove fermarsi e quanto tempo dedicare a ciascuna esperienza. L’assenza di prenotazione e il flusso continuo degli appuntamenti rendono il festival una forma di esplorazione, in cui il museo stesso diventa parte della performance. Il programma intreccia figure storiche e protagonisti della scena contemporanea, mettendo in dialogo generazioni, discipline e geografie differenti. Tra gli omaggi di questa edizione spicca quello a Philip Glass, tra i massimi protagonisti del minimalismo musicale, che nel 2027 celebrerà i 90 anni, insieme a quello dedicato a Daniele Lombardi, compositore, pianista e artista visivo, nel segno degli 80 anni dalla nascita, e a Ziad Antar, artista libanese che lavora tra video, fotografia e ricerca sonora. Il festival attraversa alcune delle esperienze più significative dell’arte contemporanea, da John Cage e Jimmie Durham a Lucinda Childs, Shirin Neshat, Steve Reich, Hiroshi Sugimoto, Achille Perilli, Giorgio Battistelli, Toti Scialoja, Jacob TV e Michele Pogliani, accanto alle ricerche di una nuova generazione di artisti come Anagoor, Pierre Jodlowski, Andrea Riccio, Camilla Barbarito, Matteo Di Genova, Bedirhan Dehmen, Rä di Martino, Sirine Fattouh, Vittorio Montalti, Diana Anselmo e dj Trixie. Accanto alle performance, Performative 06 propone una serie di incontri e momenti di approfondimento dedicati alle trasformazioni del contemporaneo. A confrontarsi con il pubblico saranno, tra gli altri, Valerio Aprea, Ziad Antar, Giorgio Battistelli, Andrea Cortellessa, Roberta Vacca, Vittorio Montalti, Flavia Massimo, Marco Brandizzi, Diana Anselmo e Simone Gozzano.

Una parte significativa della manifestazione è inoltre dedicata al video, con numerose opere provenienti dalla Collezione MAXXI, e a interventi espositivi che permettono di approfondire due importanti nuclei della storia della sperimentazione artistica: le partiture visivo-musicali di Daniele Lombardi e le fotografie d’archivio del Living Theatre. Tra le esperienze più rare e suggestive di questa edizione c’è la “Sala dei Metronomi”, dove il pubblico potrà ascoltare il Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti, nell’allestimento originale concepito dall’autore. Cento metronomi, avviati simultaneamente e lasciati progressivamente esaurire, danno vita a una composizione in continua metamorfosi, sospesa tra ordine e caos, ritmo e silenzio. È proprio in questa tensione tra strutture e possibilità, tra individuale e collettivo, tra discipline diverse, che si colloca il senso di COMBINATORIE: un festival che non propone semplicemente una successione di eventi, ma costruisce un dispositivo aperto nel quale arte, spazio e pubblico concorrono insieme alla creazione dell’esperienza.

Il programma

Sarà Giorgio Battistelli ad aprire venerdì 11 settembre alle 20 la nuova edizione di PERFORMATIVE 06, con un’anteprima nella corte di Palazzo Ardinghelli dedicata a Il combattimento tra Orazi e Curiazi. A seguire, il duo Metonimia, formato da Carlo Giampaolini e Matteo Leoncini, presenterà il live set immersivo Contiguo continuo. Il festival proseguirà sabato 12 settembre con una nuova esecuzione dell’opera di Battistelli e, dalle 15, con un programma pensato per essere attraversato in piena libertà. Non un itinerario prestabilito, ma un insieme di performance, concerti, video e installazioni che si susseguono nelle sale del museo, lasciando al pubblico la possibilità di scegliere tempi, luoghi e modalità della propria esperienza. Tra i protagonisti della giornata Philip Glass, con i celebri 12 Études reinterpretati attraverso musica, danza e videoarte in una selezione di lavori di Lucinda Childs, Anagoor, Shintaro Hirahara, Philip Miller, Llewellyn Mnguni, Shirin Neshat, Michele Pogliani e Hiroshi Sugimoto, prodotta da MP3 Dance Project e Change Performing Arts. La ricerca musicale contemporanea attraversa inoltre Time & Money di Pierre Jodlowski e Silence Must Be di Thierry De Mey, eseguiti da Giulia Lo Giudice, e Temazcal di Javier Álvarez, interpretato da Vittoria Di Grazia. Ampio spazio è dedicato alla musica d’avanguardia con le Sonatas & Interludes di John Cage, affidate al pianista Andrea Riccio, e con l’omaggio a Daniele Lombardi, nel quarantesimo anniversario della nascita, attraverso due sue composizioni in prima assoluta e una selezione delle partiture visivo-musicali del ciclo Costellazioni. Il programma comprende anche Drumming di Steve Reich, eseguito dagli studenti del Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, Toccatadi Francesco Filidei e Popular Context di Matthew Shlomowitz.

Il rapporto tra arte, immagine e suono torna nei video di Vladimir NikolićRä di Martino e Sirine Fattouh, mentre una sala sarà interamente abitata dai cento metronomi del Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti, in dialogo con il video Metronome di Ziad Antar, al quale è dedicato anche un focus. Nella Sala della Voliera, l’ensemble del Conservatorio proporrà Three Tales di Steve Reich e Beryl Korot e Attica di Frederic Rzewski. Completano il percorso i materiali dell’archivio del Living TheatrePIC di Luigi Ceccarelli, Fortunato Depero e Achille Perilli e The News di Jacob TV. Il festival si apre inoltre alla partecipazione con La foresta di voci di Camilla Barbarito, realizzato con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, e ai progetti nati dalla collaborazione con Università degli Studi dell’Aquila e Teatro Stabile d’Abruzzo, tra poesia, spoken word e teatro. Sabato pomeriggio, da Piazza Santa Maria Paganica, partirà La conferenza degli uccelli di Bedirhan Dehmen e Silvia Di Gregorio, performance itinerante ispirata al poema persiano di Farid al-Din ‘Attar. La serata proseguirà in piazza con il set di dj Trixie. Domenica 13 settembre Oscar Pizzo renderà omaggio a Cornelius Cardew con For Cornelius di Alvin Curran. In programma anche le con-formance Autoritratto in tre atti di Diana Anselmo, con interpretariato LIS, e Il (vero) problema di questo paese di Valerio Aprea. A completare l’edizione, gli incontri con artisti, curatori e ospiti, tra cui Ziad Antar, Giorgio Battistelli, Andrea Cortellessa, Roberta Vacca, Vittorio Montalti, Flavia Massimo, Marco Brandizzi, Diana Anselmo e Simone Gozzano.

info: MAXXI L’Aquila