Per cinque giorni la capitale tedesca torna a comportarsi come sa fare meglio: la Berlin Art Week 2026, giunta alla quindicesima edizione, riunisce infatti circa 120 tra musei, collezioni private, project space, gallerie, fondazioni e istituzioni culturali, trasformando la città in una costellazione di appuntamenti. Il fulcro simbolico è il Kulturforum, dove Neue Nationalgalerie e Gemäldegalerie accolgono il Berlin Art Week Garten, ma il senso della manifestazione resta altrove: negli spostamenti, nelle sovrapposizioni e nel continuo passaggio tra istituzioni storiche, spazi indipendenti e sedi meno convenzionali.
Alla Neue Nationalgalerie apre NIGHT, la prima grande personale tedesca di Maurizio Cattelan, insignito nel 2026 del Preis der Nationalgalerie. La mostra, curata da Lisa Botti con Klaus Biesenbach e visitabile fino al 7 marzo 2027, riunisce opere storiche come Him, Novecento e La Rivoluzione Siamo Noi insieme a nuovi lavori, mettendoli in relazione con l’architettura di Mies van der Rohe. All’Hamburger Bahnhof il programma cambia tono. seeing sound, hearing time è la prima grande retrospettiva europea dedicata a Ryuichi Sakamoto: circa 1.500 metri quadrati delle Rieckhallen sono occupati da installazioni che intrecciano suono, immagine e tecnologia, in un percorso visitabile fino al 23 maggio 2027.

C/O Berlin dedica invece a Carrie Mae Weems The Heart of the Matter, una retrospettiva con oltre cento fotografie e video realizzati in più di quarant’anni. Alla Gemäldegalerie, Ersan Mondtag e Nadim Samman costruiscono con Alternde Meister una sorta di vanitas contemporanea, introducendo corpi, teatro e performance dentro il contesto della pittura antica. Il 13 settembre, infine, il Kino International ospita la prima mondiale di Eternity, nuovo film di Susanne Regina Meures con la performer Florentina Holzinger e la musicista Peaches.
L’Ambasciata d’Italia entra nella mappa della Art Week
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è un indirizzo che solitamente non compare nei percorsi dell’arte contemporanea: Hiroshimastraße 1, sede dell’Ambasciata d’Italia a Berlino. Per la prima volta una rappresentanza diplomatica entra nel programma ufficiale della Berlin Art Week, nella sezione Featured 2026, con un progetto che mette in relazione un capolavoro seicentesco e una delle scultrici più riconoscibili della scena europea contemporanea.
La mostra, realizzata con Offsite Arts e curata da Tjioe Meyer-Hecken e Felipe Schwager, porta per la prima volta in Germania la Maddalena in estasi di Caravaggio, dipinta intorno al 1606 negli anni della fuga da Roma. A questa presenza storica risponde una nuova opera commissionata a Berlinde De Bruyckere, artista che da anni lavora sul corpo, la fragilità, la trasformazione e l’immaginario religioso attraverso materiali come cera, tessuti, legno e metallo. Il nucleo concettuale del progetto è Maria Maddalena, riletta a distanza di quattro secoli attraverso temi comuni come estasi, desiderio, sofferenza e metamorfosi.
A rendere l’operazione ancora più significativa è il contesto. Le due opere entrano infatti nelle sale monumentali dell’Ambasciata, normalmente solo in parte accessibili al pubblico. Dopo l’apertura istituzionale del 7 settembre, il progetto entra nel vivo l’11 con la Featured Night, quando la sede resta aperta fino alle 22. Seguono aperture il 12 e 13 settembre e visite su prenotazione fino al 25 settembre.

Un’Italia che prova a inserirsi nel sistema berlinese
Il progetto Caravaggio-De Bruyckere non è un episodio isolato. L’Ambasciata ha costruito attorno alla Berlin Art Week una serie di collaborazioni con le istituzioni della città. Il 9 settembre ospita un appuntamento legato a NIGHT di Maurizio Cattelan, poco prima dell’inaugurazione ufficiale alla Neue Nationalgalerie. Il 12 settembre partecipa invece, all’Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart, al finissage di Sabotage, prima personale istituzionale in Germania di Giulia Andreani. La linea appare chiara: non creare un programma italiano parallelo, ma inserirsi nella rete culturale berlinese, lavorando con musei e spazi già attivi nella città.
La svolta contemporanea della sede diplomatica
Questa presenza alla Berlin Art Week è il risultato di un percorso iniziato prima. Da quando l’Ambasciatore Bucci si è insediato a Berlino, nel gennaio 2025, l’Ambasciata ha progressivamente ampliato la propria funzione culturale, con una particolare attenzione all’arte contemporanea. L’obiettivo dichiarato è trasformare la sede diplomatica da semplice luogo di rappresentanza a interlocutore della scena artistica berlinese.
Nella stessa direzione va il rafforzamento dei rapporti con la Biennale di Venezia. Nel marzo 2026 l’Ambasciata ha ospitato la presentazione del progetto tedesco per la Biennale Arte, con il Padiglione firmato da Henrike Naumann e Sung Tieu e curato da Kathleen Reinhardt. L’intenzione è rendere questo appuntamento periodico e replicarlo nel 2027 anche per la Biennale Architettura.
A giugno, in occasione della Festa della Repubblica, la sede aveva inoltre inaugurato Ore piccole. Opere dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con lavori di Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Roberto Cuoghi, Carsten Höller, Elmgreen & Dragset, Micol Assaël, Giulia Cenci, Monia Ben Hamouda e altri artisti. La mostra resta aperta fino al 13 settembre e finisce quindi per sovrapporsi alla Berlin Art Week, rafforzando l’idea di una sede diplomatica trasformata temporaneamente in spazio espositivo.
Sempre a giugno l’Ambasciata aveva promosso anche la prima Italian Week in Germania, un programma diffuso di oltre cento appuntamenti organizzati con Consolati, Istituti Italiani di Cultura e partner locali, in occasione dell’80° anniversario della Repubblica e dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.


