Il mondo dell’arte contemporanea europea perde uno dei protagonisti della sua stagione museale più recente. Christian Bernard è morto il 6 agosto all’età di 76 anni. Il suo nome resta legato soprattutto al MAMCO di Ginevra, museo che contribuì a costruire fin dalle fondamenta e che successivamente guidò per più di due decenni.
Francese, originario di Strasburgo, Bernard aveva sviluppato un percorso professionale difficilmente riconducibile a una sola attività. Critico e curatore, aveva lavorato nella direzione delle istituzioni culturali, nell’editoria e nella scrittura, mantenendo un rapporto costante con gli artisti e con la sperimentazione espositiva.

Il passaggio decisivo della sua carriera arrivò all’inizio degli anni Novanta. Nel 1991 gli venne affidato il compito di partecipare alla definizione del futuro Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Ginevra. Tre anni dopo, con l’apertura del MAMCO, ne assunse la direzione.
Bernard rimase alla guida dell’istituzione fino al 2015. In quel lungo periodo contribuì a costruire l’identità del museo attraverso una programmazione che coinvolse più di 800 artisti e un modello espositivo articolato in otto cicli. Particolare attenzione venne riservata al modo di presentare le opere e al rapporto tra collezione, spazio museale e ricerca degli autori. Anche la struttura del MAMCO cambiò nel corso degli anni. Dopo una prima fase sostenuta soprattutto dall’iniziativa privata, dal 2004 il museo passò sotto una fondazione pubblica appoggiata dalla Città e dal Cantone di Ginevra.
Prima dell’esperienza svizzera Bernard aveva già ricoperto incarichi importanti in Francia. Dopo essersi avvicinato all’arte attraverso il Surrealismo negli anni Sessanta, partecipò alla creazione del FRAC Rhône-Alpes. Dal 1986 al 1994 fu inoltre direttore di Villa Arson a Nizza, dove lavorò per rafforzare il legame tra formazione, ricerca e attività espositiva.

Lasciato il MAMCO, non abbandonò il lavoro curatoriale. Proseguì la collaborazione con il mondo dell’arte contemporanea, tra l’altro attraverso il festival Printemps de Septembre di Tolosa, e fondò Walden Editions, progetto editoriale dedicato anche agli scritti degli artisti. Negli ultimi anni aveva trovato nella poesia un ulteriore spazio di espressione. Dopo la pubblicazione di due raccolte, nel 2026 gli era stato attribuito dall’Académie française il Gran Premio di Poesia, riconoscimento arrivato nell’ultimo anno della sua vita.
La notizia della morte è stata accompagnata dal cordoglio del MAMCO e delle realtà legate al museo. David Lemaire, componente del comitato dell’Associazione Svizzera dei Musei d’Arte, ha ricordato in particolare l’influenza esercitata da Bernard sulla scena culturale franco-svizzera e sulla concezione contemporanea dell’istituzione museale. L’ultimo saluto è fissato a Parigi: la cerimonia commemorativa si terrà il 22 agosto, alle 10, al Crematorio Père-Lachaise.


