National Gallery, condannati gli attivisti che coprirono un Picasso durante una protesta per Gaza

Si è concluso con un verdetto di colpevolezza il processo a carico di due attivisti di Youth Demand, il movimento britannico che chiede al governo del Regno Unito di interrompere i rapporti commerciali con Israele e di bloccare il rilascio di nuove licenze per l’estrazione di combustibili fossili. Una giuria ha ritenuto responsabili Jai Halai, 25 anni, e Monday-Malachi Rosenfeld, 23 anni, del danneggiamento causato durante la protesta messa in scena alla National Gallery di Londra nell’ottobre 2024.

L’azione aveva preso di mira Maternità (Motherhood), dipinto realizzato da Pablo Picasso nel 1901 e appartenente al suo cosiddetto Periodo Blu. I due manifestanti avevano collocato davanti al vetro protettivo dell’opera una grande fotografia raffigurante una madre con il proprio bambino nella Striscia di Gaza, trasformando temporaneamente il capolavoro in un supporto simbolico della protesta. Contestualmente avevano versato vernice a base d’acqua sul pavimento della sala ed esposto slogan contro la politica estera britannica.

L’intervento non ha provocato alcun danno al dipinto, rimasto integro grazie al sistema di protezione. Le conseguenze si sono invece concentrate sugli spazi espositivi: la vernice si è infiltrata nelle fughe del pavimento e ha interessato elementi in marmo e altre superfici della galleria, rendendo necessari lavori di pulizia e sostituzione di alcuni materiali. Durante il procedimento, i responsabili della National Gallery hanno quantificato in circa 8.000 sterline i costi sostenuti per il ripristino degli ambienti e la riapertura della sala al pubblico.

L’episodio si inserisce nel più ampio dibattito sulle proteste ambientaliste e politiche nei musei, che negli ultimi anni hanno coinvolto numerose istituzioni culturali europee. Se in molti casi le opere sono rimaste indenni grazie ai sistemi di protezione, le azioni hanno riacceso il confronto sul delicato equilibrio tra libertà di manifestazione, tutela del patrimonio artistico e ruolo dei musei come luoghi di espressione pubblica. I due attivisti restano in libertà su cauzione in attesa della sentenza, fissata per il mese di settembre.