Villa Zeri diventa museo nazionale: così rinasce la casa dello storico dell’arte

Siglato l'accordo tra MiC e Università di Bologna: la dimora di Mentana entrerà nella rete museale nazionale e ospiterà mostre, residenze d'artista e attività formative

Dopo anni di incertezze sul suo futuro, Villa Zeri, la storica dimora di Federico Zeri a Mentana, alle porte di Roma, si prepara a una nuova vita. Il Ministero della Cultura e l’Università di Bologna hanno infatti sottoscritto un Accordo di valorizzazione che trasformerà la residenza del celebre storico dell’arte in un museo nazionale e in un centro permanente dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione culturale.

La villa, progettata negli anni Sessanta dall’architetto Andrea Busiri Vici secondo le indicazioni dello stesso Zeri, era stata lasciata in eredità nel 1998 all’Alma Mater insieme alla sua straordinaria biblioteca e alla celebre fototeca, oggi custodite e valorizzate dalla Fondazione Federico Zeri. La gestione dell’immobile si era però rivelata particolarmente onerosa e, nel 2018, l’Università aveva persino tentato di venderlo attraverso un’asta pubblica, suscitando un acceso dibattito sul rispetto delle volontà testamentarie dello studioso. L’intesa raggiunta segna ora un cambio di rotta. Pur restando di proprietà dell’Università di Bologna, Villa Zeri entrerà a far parte della rete museale nazionale come luogo della cultura affidato all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. L’obiettivo è aprire progressivamente il complesso a studiosi, artisti e cittadini, trasformandolo in uno spazio dinamico capace di coniugare tutela del patrimonio e sperimentazione culturale.

«Villa Zeri entra a far parte della rete museale nazionale e si prepara a diventare un luogo di studio, formazione e produzione culturale», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando come la dimora custodisca non solo la memoria del grande storico dell’arte, ma anche il suo metodo di lavoro e la sua concezione della conoscenza come esercizio critico. Il progetto, sviluppato con il coinvolgimento della Fondazione Federico Zeri, prenderà forma attraverso il programma pluriennale “Villa Zeri. Abitare le immagini”, che prevede mostre, convegni, seminari, attività editoriali, percorsi didattici, interventi di conservazione e restauro, oltre a residenze d’artista e iniziative interdisciplinari. Più che una semplice casa museo, Villa Zeri sarà concepita come un laboratorio permanente dedicato allo studio della storia dell’arte e al dialogo con la contemporaneità.

La scelta restituisce centralità a un luogo profondamente legato alla figura di Federico Zeri (1921-1998), tra i più autorevoli conoscitori dell’arte italiana del Novecento, celebre per i suoi studi sulla pittura medievale e rinascimentale, per il rigore del metodo attributivo e per la sua attività internazionale come consulente di musei e collezioni. La villa di Mentana rappresentava il cuore della sua attività di ricerca: un ambiente concepito per ospitare libri, fotografie, epigrafi antiche e opere d’arte, diventato negli anni una vera e propria officina del sapere. Con la firma dell’accordo si chiude così una vicenda che per quasi tre decenni ha accompagnato il destino del lascito di Zeri e si apre una nuova fase, nella quale la dimora potrà finalmente diventare un bene condiviso, capace di mettere in relazione ricerca scientifica, divulgazione e produzione culturale contemporanea.