Uno sguardo che non accetta più di essere osservato, ma sceglie di osservare. È questa la prospettiva da cui prende forma The Female Gaze – Lo sguardo delle donne, la mostra che inaugura venerdì 24 luglio allo Spazio Qart di Borgo Carige, a Capalbio, proponendo una riflessione corale sul ruolo della donna nell’arte contemporanea e sulla costruzione di una nuova narrazione dell’identità femminile. Il progetto prende le mosse dal concetto di female gaze, elaborato in ambito cinematografico e artistico come alternativa al tradizionale male gaze. L’obiettivo non è semplicemente ribaltare i rapporti di rappresentazione, ma affermare una soggettività femminile libera, capace di esprimere un proprio punto di vista, emozioni e visioni del mondo senza essere ricondotta al ruolo di oggetto dello sguardo altrui.

L’esposizione riunisce quattordici artiste appartenenti a generazioni differenti, costruendo un percorso che attraversa pittura, fotografia, scultura e ceramica. In mostra opere di Carla Accardi, Melissa Cardone, Gaialigth, Agnese Garritano, Manijé, Carmen Gloria Morales, Paola Levi Montalcini, Daniela Papadia, Claudia Peill, Alessandra Porfidia, Catherine Porta, Renata Rampazzi, Serena Scapagnini e Chiara Tommasi, chiamate a dialogare all’interno di una grande installazione collettiva. Più che una semplice collettiva, il progetto si presenta come un itinerario che intreccia esperienze artistiche e biografie differenti, mettendo in luce il contributo di donne che hanno saputo mantenere fede alla propria ricerca espressiva. Il risultato è un racconto che attraversa dimensioni storiche, sociali, culturali ed emotive, proponendo una riflessione sul tema della riconnessione con la propria identità femminile.



L’iniziativa non si esaurirà in Toscana. Dopo Capalbio, The Female Gaze approderà infatti a Roma, negli spazi del Nuovo Politecnico, dove il percorso espositivo si arricchirà con opere, tra gli altri, di Maria Lai, Grazia Varisco, Paola Napoleone, Marcia Hafif, Giosetta Fioroni e Chiara Mu. La tappa romana si inserisce nel festival promosso da AIDIA – Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette, con la collaborazione del Ministero della Cultura e di Open House, ampliando ulteriormente il dialogo tra arte, architettura e riflessione sul ruolo delle donne nella società contemporanea. La mostra assume anche una dimensione solidale: parte del ricavato delle vendite sarà devoluto all’associazione Oltre lo sguardo, realtà nata a Orbetello per sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie attraverso progetti dedicati ai diritti, all’assistenza e al “durante e dopo di noi”.


