Jessica Morgan sarà la nuova direttrice della Tate

L’ex direttrice della Dia Art Foundation assumerà l’incarico dal 2027, raccogliendo la sfida di guidare la Tate in un momento di profonda trasformazione

Dopo più di dieci anni alla direzione della DIA Art Foundation, Jessica Morgan si prepara a tornare alla Tate. Dal primo gennaio del prossimo anno sarà infatti la nuova direttrice dell’istituzione britannica, raccogliendo il testimone di Maria Balshaw e assumendo la guida della rete museale che comprende Tate Modern, Tate Britain e le sedi di Liverpool e St Ives.

Il suo arrivo coincide con una fase di profonda trasformazione per la Tate. Negli ultimi mesi l’istituzione ha dovuto fare i conti con numerose difficoltà: un bilancio in perdita e una riorganizzazione interna del personale culminata nello sciopero di circa 150 dipendenti. Per Morgan si tratta inoltre di un ritorno alle origini: prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2015 per dirigere la DIA Art Foundation, aveva ricoperto il ruolo di curatrice dell’arte internazionale alla Tate Modern, distinguendosi per mostre che hanno contribuito a ridefinire il racconto dell’arte del Novecento. Tra queste, The World Goes Pop, inaugurata nel 2015, è ricordata per aver allargato i confini della Pop Art ben oltre la tradizione angloamericana, mentre le retrospettive dedicate a Saloua Raouda Choucair e Gabriel Orozco hanno consolidato la sua reputazione internazionale.

Lo stesso approccio ha segnato i suoi anni in America. Pur essendo universalmente riconosciuta come una delle istituzioni simbolo del Minimalismo, della Land Art e dell’Arte Concettuale, la fondazione custodiva una collezione costruita prevalentemente attorno ad artisti occidentali. Morgan ha progressivamente ampliato questo sguardo, promuovendo l’ingresso di figure fino ad allora rimaste ai margini della narrazione dominante. Sotto la sua direzione sono entrate nella collezione opere di Sam Gilliam, Tehching Hsieh, Senga Nengudi, Meg Webster, Renée Green, Lee Ufan e Cameron Rowland, mentre le esposizioni dedicate ad artisti come Delcy Morelos e Carl Craig hanno offerto nuove chiavi di lettura della storia della fondazione.

Roland Rudd, presidente della Tate, ha definito la nuova direttrice una figura di grande autorevolezza nel panorama museale internazionale, sottolineando come il lavoro svolto alla Dia Art Foundation, unito alla precedente esperienza maturata proprio alla Tate e alla lunga collaborazione con artisti e istituzioni di tutto il mondo, rappresenti il punto di partenza ideale per accompagnare il museo verso una nuova fase. Anche diversi artisti che hanno lavorato con lei hanno riconosciuto il valore del suo approccio curatoriale. Steve McQueen, protagonista di una mostra personale alla Dia Chelsea tra il 2024 e il 2025, ha evidenziato la capacità di Morgan di mettere sempre gli artisti al centro delle sue scelte, valorizzandone la ricerca attraverso una visione fondata sulla competenza e sulla continua ricerca dell’eccellenza.

Con il ritorno alla Tate si apre ora un nuovo capitolo della sua carriera, proprio nel luogo in cui aveva mosso i primi passi come curatrice. Morgan ha sottolineato come l’esperienza maturata all’interno dell’istituzione britannica abbia influenzato profondamente il suo percorso successivo alla Dia Art Foundation, dichiarando di considerare la Tate un punto di riferimento mondiale per l’arte moderna e contemporanea internazionale e per quella britannica. Il suo obiettivo sarà ora proseguire il lavoro costruito negli anni dall’istituzione, collaborando con il suo team per affrontare le sfide future e consolidarne il ruolo nel panorama artistico internazionale.