Dalla tela ai mattoncini: LEGO celebra Klimt con un nuovo set dedicato a “Il bacio”

Al prezzo di 299 euro, il set si rivolge ad un pubblico ampio: dagli amanti e collezionisti di LEGO fino agli appassionati d'arte

Per ammirare Il bacio di Gustav Klimt non sarà più necessario raggiungere Vienna. Grazie alla collaborazione tra LEGO e il Belvedere Museum, il capolavoro simbolo della Secessione viennese si trasforma in un set della linea LEGO Art composto da circa 4.000 pezzi, pensato per portare nelle case degli appassionati una delle immagini più iconiche della storia dell’arte.

Dopo aver dedicato alcuni dei suoi set più celebri a capolavori come La grande onda di Hokusai, la Gioconda di Leonardo da Vinci e i Girasoli di Vincent van Gogh, il marchio danese si confronta ora con una delle opere più riconoscibili dell’arte europea. Una scelta tutt’altro che casuale: il dipinto di Klimt, con i suoi motivi geometrici, le superfici ricche di dettagli e il celebre effetto dorato, presenta infatti molti elementi che dialogano naturalmente con il mondo modulare dei mattoncini.

Per trasformare la tela originale in una composizione tridimensionale, il team LEGO ha lavorato fianco a fianco con gli esperti del Belvedere Museum di Vienna, dove Il bacio è conservato dal 1908. Alla progettazione hanno partecipato il Master Model Designer Milan Madge e Stephanie Auer, curatrice della collezione del 19esimo e 20esimo secolo del museo, con l’obiettivo di ricreare non solo la struttura dell’opera, ma anche la sua atmosfera e la particolare ricchezza visiva che la rende unica. La sfida principale è stata trovare un equilibrio tra la precisione geometrica richiesta dal sistema LEGO e la complessità dell’arte di Klimt. Il dipinto nasce infatti da un’attenta armonia di forme, colori e decorazioni, elementi che dovevano essere tradotti in una nuova dimensione senza perdere il carattere dell’originale. Ogni dettaglio è stato studiato per mantenere riconoscibile la composizione e restituire la sensazione di profondità che caratterizza il quadro.

Uno degli aspetti più difficili da riprodurre è stato l’effetto luminoso della superficie dorata. Klimt non si limitava a utilizzare semplici tonalità metalliche, ma applicava vere foglie d’oro, di platino e di ottone, ispirandosi ai mosaici bizantini ammirati durante il suo viaggio a Ravenna. Questa particolare tecnica rendeva l’opera mutevole a seconda della luce e del punto di osservazione. Sebbene i mattoncini LEGO non possano replicare completamente quella preziosità materica, i progettisti hanno cercato di evocarla attraverso una combinazione studiata di colori, rilievi e texture.

Anche le figure dei due amanti hanno richiesto un lavoro specifico. Se gli elementi decorativi del dipinto si adattavano facilmente alla struttura modulare dei mattoncini, ricreare la delicatezza dei volti, delle mani e dei corpi rappresentava una sfida maggiore. Per superarla, i designer hanno utilizzato costruzioni inclinate e soluzioni meno rigide, capaci di spezzare la regolarità della griglia e restituire maggiore naturalezza alle forme umane.

Proprio nell’incontro tra ordine geometrico e sensibilità artistica si trova il punto di contatto più interessante tra Klimt e LEGO. Il bacio, con la sua ricerca sull’essenzialità delle forme e sulla forza espressiva dell’ornamento, diventa così un’opera capace di attraversare ancora una volta epoche e linguaggi diversi, trasformandosi da capolavoro da osservare a creazione da vivere e costruire.