Nato nel 2021, il Festival di Film di Villa Medici esplora fin dalla sua istituzione i legami tra cinema e arte contemporanea, con un’attenzione particolare alle nuove forme di espressione cinematografica. In programma dal 16 al 20 settembre 2026, la sesta edizione mantiene vivo questo carattere pionieristico, favorendo il dialogo tra opere eterogenee capaci di mettere in discussione, sconvolgere, stravolgere o rinnovare l’incanto del nostro rapporto con le immagini. Il programma prevede inoltre numerosi incontri con registi, artisti e critici, mentre la giuria di questa edizione riunisce l’attrice, regista e produttrice franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista e regista italiana Rosa Barba e il regista e sceneggiatore rumeno Radu Jude.

Un omaggio a Lili Hinstin: una vita di cinema, oltre i confini
Questa edizione è dedicata alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), figura di spicco del mondo del cinema, programmatrice e direttrice artistica di festival. Il suo legame con Villa Medici affonda le radici nel tempo: qui aveva iniziato il proprio percorso come programmatrice cinematografica tra il 2005 e il 2010, per poi contribuire in prima persona alla nascita della rassegna, di cui è stata membro del comitato di selezione e organizzazione fino alla sua scomparsa. Fine conoscitrice dell’Italia e della sua cinematografia, Lili Hinstin aveva anche fatto parte di due commissioni del CNC francese e collaborato al Festival De Rome di Parigi.
Donna di cinema libera, audace e impegnata, Lili Hinstin aveva iniziato la propria carriera nella produzione all’inizio degli anni Duemila, dopo un’esperienza come aiuto regista sul documentario Johan van der Keuken di Thierry Nouel, nel 1999. Cinefila appassionata fin dall’adolescenza, amava raccontare come a tredici anni un film, Mean Streets di Martin Scorsese, le avesse rivelato per la prima volta la forza emotiva del cinema. Dopo aver fondato nel 2001 la società di produzione Les Films du Saut du Tigre, il suo percorso l’aveva portata a ricoprire ruoli di primo piano in diverse istituzioni cinematografiche internazionali: direttrice artistica aggiunta al festival Cinéma du Réel, poi al festival Entrevues di Belfort, fino alla direzione artistica del Festival di Locarno tra il 2018 e il 2020, dove aveva lanciato l’iniziativa Films After Tomorrow a sostegno dei cineasti durante la pandemia. Dal 2023 dirigeva inoltre la programmazione del festival Nouvelles Vagues di Biarritz, con un’attenzione particolare ai giovani talenti e ai nuovi sguardi sul cinema. Un percorso interamente dedicato, fino all’ultimo, a un cinema esigente, potente e capace di guardare sempre oltre i confini consueti della creazione artistica.

Un programma 2026 tra concorso, focus e grandi serate
Quest’anno il festival propone oltre quaranta proiezioni distribuite su tre schermi, di cui uno allestito all’aperto davanti alla storica facciata di Villa Medici, offrendo un’esperienza unica sotto il cielo della città del cinema per eccellenza. Tra via Veneto e piazza di Spagna, Villa Medici celebra le immagini in movimento: film d’autore, film-saggio, fiction, documentari, cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi. Il festival accoglie così una grande varietà di narrazioni, senza vincoli geografici o formali.
La manifestazione si articola in tre sezioni: il concorso internazionale, che presenta dodici film recenti di ogni genere e durata; la programmazione Focus, dedicata alle opere d’autore fuori concorso, con le rassegne “carta bianca” riservate ai membri della giuria e incontri esclusivi con i registi; e infine le grandi serate nel Piazzale, che ospitano proiezioni all’aperto di anteprime e classici restaurati.

La giuria di questa edizione riunisce tre voci autorevoli provenienti da contesti diversi, a incarnare questo spirito di apertura: Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude. A loro spetterà l’assegnazione di due riconoscimenti, il Premio Villa Medici al Miglior Film e il Premio Speciale della Giuria, rispettivamente del valore di 5.000 e 3.000 euro, che offrono inoltre ai registi premiati l’opportunità di un soggiorno in residenza presso l’istituzione. Accanto alla giuria, il festival accoglie a Villa Medici una comunità di autori e cinefili, riuniti per alimentare una riflessione collettiva sul cinema e sulle sue evoluzioni.
A selezionare i film in concorso è invece un comitato dedicato, che lavora ogni anno con un approccio aperto alla diversità di pratiche e autori, siano essi registi, artisti plastici o visivi. Per l’edizione 2026, il comitato è composto da quattro professionisti del settore. Mathilde Henrot, programmatrice cinematografica, produttrice e cofondatrice della piattaforma Festival Scope, è attiva da oltre quindici anni nel cinema indipendente e collabora con festival di primo piano, dai comitati di selezione di Locarno e Sarajevo fino alla Berlinale. Clément Postec, direttore artistico, curatore e regista, laureato alla Sorbonne Nouvelle, all’Istituto di Studi Politici di Strasburgo e allo SPEAP di Sciences Po Parigi, sviluppa da oltre dieci anni progetti al crocevia tra cinema e arte contemporanea. Nicolas Raffin, programmatore cinematografico attivo a Londra, ha guidato il dipartimento cinema dell’Institute of Contemporary Arts dal 2018 al 2026, ridefinendone la programmazione attorno a nuove rassegne come Off-Circuit, Long Takes e Celluloid Sunday, oltre a curare retrospettive dedicate a Marguerite Duras, Hong Sang-soo e Jacques Rivette. Infine, Valentine Umansky, curatrice alla Tate Modern di Londra dopo esperienze tra il 2015 e il 2020 all’International Center of Photography, al MoMA e al Contemporary Arts Center di Cincinnati, è oggi anche borsista di Villa Medici per l’anno accademico 2026-2027.


