Nonostante l’attenzione del pubblico sia ancora concentrata sulla versione dell’Odissea di Omero firmata da Christopher Nolan – in arrivo domani nelle sale italiane – il film continua a far discutere. Dalle critiche sull’inattendibilità storica alla scelta di un cast senza attori protagonisti di origine mediterranea, fino ai costumi giudicati poco fedeli all’epoca, le polemiche online non sono mai mancate. Ora, però, nel mirino del pubblico c’è finita Zendaya, e tutto per una scelta di stile: i suoi orecchini.
Durante il press tour, l’attrice ha sfoggiato alcuni dei look più iconici e in linea con l’immaginario del film: abiti bianchi, ricchi di drappeggi e persino un modello direttamente dalla sfilata di Schiaparelli, spedito direttamente dal suo stilista Law Roach dalla Paris Fashion Week. A scatenare la discussione, però, è stato il look indossato durante la tappa londinese del tour promozionale, il 5 luglio. Più che l’abito, a catturare l’attenzione sono stati gli orecchini scelti per completarlo: due gioielli presi dalla collezione di Barry London – una gioielleria di Mayfair – a cui sono stati poi aggiunti dei dettagli in oro da 18 carati e diamanti, che risalgono a circa duemila o tremila anni fa e attribuiti all’antica Persia, nell’attuale Iran.


Se da una parte il look ha conquistato molti appassionati di moda, dall’altra non sono mancate le critiche. Alla discussione si sono poi aggiunte le voci di alcuni esperti di storia antica, in particolare archeologi, tra cui spiccano Annelise Baer, che sui social ha espresso la propria ammirazione per gli orecchini, e la creator e divulgatrice archeologica Dr. Z, che in un video su TikTok ha accusato le celebrità di contribuire a rendere “glamour” manufatti che potrebbero appartenere a un patrimonio culturale sottratto illegalmente al loro luogo d’origine. A suo avviso infatti, intervenire su dei reperti trasformandoli in gioielli di lusso riduce il loro valore storico ad un semplice bene destinato a pochi privilegiati, quando l’attrice avrebbe potuto ottenere lo stesso effetto indossando delle semplici repliche.

Zirrar Ali, autore ed esperto di storia e arte islamica, ha definito in un’intervista al New Arab la scelta di Zendaya “priva di gusto”, ma allo stesso tempo “in linea con le pratiche orientaliste”: una tendenza occidentale che spesso rappresenta le culture asiatiche e mediorientali come elementi esotici e decorativi, separandoli dal loro contesto storico e culturale. A queste critiche se ne sono aggiunte anche altre di natura politica: diversi utenti hanno infatti giudicato inopportuna la scelta di indossare reperti provenienti dall’Iran, un Paese che negli ultimi mesi è tornato al centro delle tensioni internazionali e del conflitto con gli Stati Uniti, alimentando ulteriormente il dibattito intorno al look dell’attrice.
Non tutti, però, sono convinti che le critiche siano proporzionate. Sui social c’è anche chi ha fatto notare come Zendaya stia ricevendo un trattamento diverso rispetto ad altre attrici come Margot Robbie, che all’inizio del 2026 ha sfilato sul red carpet con la storica collana Taj Mahal di Cartier, un gioiello con origini mughal e una storia altrettanto complessa, passata anche dalla collezione di Elizabeth Taylor. Nonostante anche quel gioiello abbia sollevato alcune discussioni legate alla sua provenienza e al suo significato culturale, il dibattito non ha raggiunto lo stesso livello di quello attuale. Questo ha spinto alcuni utenti a collegare la differenza di trattamento al fatto che Zendaya, in quanto donna afroamericana, finisca più facilmente al centro di polemiche che difficilmente esplodono con la stessa intensità quando a indossare gioielli storici sono celebrità caucasiche.

Al di là delle polemiche, resta però una questione che merita una riflessione più ampia. A oggi non esistono prove che quei manufatti siano stati trafugati o acquisiti illegalmente: la loro provenienza è oggetto di discussione, ma non è stata accertata alcuna irregolarità. Allo stesso tempo, è difficile aspettarsi che un’attrice sia sempre a conoscenza della storia e delle implicazioni etiche di ogni singolo abito o accessorio che indossa, soprattutto considerando che, nella maggior parte dei casi, i look vengono selezionati da stylist e maison. Se c’è una responsabilità da chiamare in causa, forse riguarda soprattutto chi quei gioielli li sceglie, li presta e li commercializza.



