Estate a teatro: i festival e gli spettacoli da segnare in agenda

Tra miti che tornano a interrogare il nostro tempo, figure che hanno segnato la storia della cultura e nuove coreografie che guardano al futuro, il palcoscenico diventa uno spazio di confronto in cui memoria, identità e cambiamento prendono forma attraverso il corpo, la parola e il gesto

Quest’estate i palcoscenici italiani si animano al ritmo della danza contemporanea, delle riletture dei grandi classici e delle nuove sperimentazioni. Da Nord a Sud, artisti e compagnie portano in scena il movimento non solo come gesto artistico, ma come linguaggio capace di interrogare il tempo, la memoria e il cambiamento. Danza e performance si trasformano così in territori di contaminazione, dove discipline diverse si intrecciano per raccontare le inquietudini e le trasformazioni del nostro presente.

Gibellina: il teatro incontra l’arte contemporanea

In Sicilia, le Orestiadi di Gibellina celebrano il legame profondo tra spettacolo e arti visive con un’edizione speciale dedicata al riconoscimento della città come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. Il festival, diretto da Alfio Scuderi, continua il suo percorso intrecciando memoria e contemporaneità. Il 18 luglio sarà presentato un omaggio ad Arnaldo Pomodoro in forma di performance interpretata da Isabella Ragonese, dove parola, musica, movimento e immagini si incontrano attraverso i versi del Pilade di Pier Paolo Pasolini. Il giorno successivo il festival ricorda Paolo Borsellino con Felicissima, interpretato da Federica D’Amore e diretto da Claudio Zappalà, che porta in scena la figura di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino Impastato, il giovane giornalista e attivista ucciso dalla mafia nel 1978.

La narrazione segue un’attrice impegnata nella preparazione di alcuni provini cinematografici, un espediente metateatrale che diventa occasione per interrogarsi sul modo in cui il cinema ha raccontato la Sicilia e il fenomeno mafioso, da Il Padrino a I cento passi, e su quanto queste immagini abbiano contribuito a costruire un immaginario collettivo, tra stereotipi, consapevolezza e cambiamento.

Attraverso questo gioco tra realtà e rappresentazione emerge soprattutto il ruolo delle donne all’interno di queste narrazioni: figure spesso rimaste ai margini, ma capaci di trasformare il dolore privato in una forma di resistenza pubblica. Lo spettacolo ripercorre la storia di Felicia Impastato e di quelle forme di emancipazione femminile nate anche nei piccoli paesi, dove il peso del patriarcato e del silenzio sembrava impossibile da spezzare. Felicissima diventa così una riflessione sul significato dell’impegno civile e sulla possibilità di rompere un sistema fondato sulla violenza e sull’omertà. Una storia che il potere mafioso avrebbe voluto chiudere definitivamente, ma che grazie alla memoria, all’arte e alla testimonianza continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni.

Carnaval Vivaldi, il teatro della maschera

Tra gli appuntamenti più attesi della settimana figura la prima nazionale di Carnaval Vivaldi, nuova produzione del Balletto di Roma, che sarà presentata il 16 luglio al Festival Civitanova Danza, con la coreografia di Chiara Ameglio. Lo spettacolo trasporta il pubblico in un carnevale settecentesco, dove otto figure mascherate emergono come protagoniste di un rito antico. Costumi ricchi di dettagli, simboli e trasformazioni sceniche danno vita a personaggi archetipici, in bilico tra identità nascoste e desideri inespressi. Accompagnata dalle melodie di Vivaldi e dalle composizioni originali di Luca Salvadori, la coreografia attraversa momenti di festa sfrenata e istanti più intimi e malinconici, creando un universo in cui il Carnevale diventa metafora della condizione umana.

Dietro la celebrazione e il gioco delle apparenze si nasconde infatti un rituale più oscuro: la ricerca di una vittima da sacrificare per ristabilire l’equilibrio della comunità, in un racconto dove nessuno è completamente innocente e tutti sono coinvolti nello stesso destino. Attraverso il linguaggio della danza, Carnaval Vivaldi riflette sul rapporto tra essere e apparire, sulla fragilità delle identità e sulle molte maschere che abitano la contemporaneità. Tra passato e presente, ordine e caos, lo spettacolo trasforma il Carnevale in uno spazio di libertà e metamorfosi, un rito collettivo in cui la follia diventa occasione per interrogarsi su ciò che siamo e su ciò che scegliamo di mostrare.

Tra mito e femminile: Arianna Scommegna racconta Medusa, Scilla e la Sfinge

Il viaggio tra teatro e mito arriva sulle scogliere di Pieve Ligure con Medusa, Scilla e la Sfinge, spettacolo prodotto nell’ambito del progetto Parole Antiche per Pensieri nuovi di Teatro Pubblico Ligure, ideato e diretto da Sergio Maifredi. In scena il 14 luglio, Arianna Scommegna dà voce a tre figure leggendarie dell’antichità, accompagnata dalle musiche originali eseguite dal vivo da Edmondo Romano. Creature mostruose, ma allo stesso tempo profondamente umane: nell’immaginario mitologico i mostri hanno spesso un volto femminile, sospeso tra fascino e paura, bellezza e inquietudine. Medusa, Scilla e la Sfinge non nascono come esseri oscuri, ma portano con sé una storia di trasformazione: un passato in cui erano giovani donne, prima che una condanna o un destino crudele le trasformassero in simboli dell’orrore.

Lo spettacolo restituisce voce a queste figure dimenticate, andando oltre la loro immagine di creature minacciose per indagare la malinconia e il mistero che si nascondono dietro la loro apparente ferocia. Nello sguardo pietrificante di Medusa, nel canto seducente delle Sirene, nella solitudine della Sfinge e nella furia delle Erinni riaffiorano paure profonde e interrogativi che appartengono ancora al presente.

Torino celebra i cento anni di Susanna Egri

Il 16 luglio, il Teatro Carignano ospiterà una serata speciale dedicata a Susanna Egri, nell’ambito di Torinodanza Extra, per celebrare i cento anni di una delle protagoniste assolute della danza italiana. Pioniera della danza moderna in Italia, artista e docente, la sua è una storia intrecciata alle grandi trasformazioni del Novecento. Esule in Ungheria durante la guerra, figlia dell’allenatore del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Egri ha saputo trasformare le esperienze della vita in ricerca artistica. Fu anche la prima danzatrice ad apparire nella televisione italiana, inaugurando le trasmissioni Rai nel 1954, e da allora ha continuato a essere una presenza significativa nel panorama culturale nazionale.

La serata attraverserà diverse stagioni della sua lunga carriera con tre lavori capaci di raccontarne l’evoluzione artistica: Istantanee, storico spettacolo del 1953, Cantata Profana: il Cervo Fatato di Raphael Bianco per EgriBiancoDanzaBrides of God, ultima creazione della compagnia nata dopo il recente tour in India. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare in anteprima La volontà del mare, opera multimediale firmata dalla ballerina con la direzione e le musiche di Giorgio Ferrero.

A Venezia la Biennale Danza esplora un tempo senza confini

Tornato per la sua 20esima edizione, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale – in programma dal 17 luglio al 1° agosto – mette in scena Time does not exist. Sotto la direzione artistica di Wayne McGregor, l’evento nasce da una riflessione sul concetto di tempo, ispirandosi alle teorie del fisico Carlo Rovelli e invita a superare l’idea di un tempo lineare ed assoluto. Per McGregor, ripercorrere la storia della Biennale significa entrare in un archivio vivente, dove coreografie, immagini, artisti e memorie continuano a dialogare tra loro oltre ogni ordine cronologico. La danza, più di ogni altra forma espressiva, diventa così lo spazio in cui passato, presente e futuro si sovrappongono, aprendo nuove prospettive sul nostro modo di percepire la realtà.

Questa edizione riunirà riunisce oltre 150 artisti internazionali in più di 60 appuntamenti in un programma che testimonia l’evoluzione dei linguaggi coreografici contemporanei, alimentati dall’incontro tra culture, tradizioni e sensibilità differenti. Accanto ai grandi nomi della scena internazionale – tra cui spicca Molissa Fenley con una rilettura di Le Sacre du Printemps – trova spazio anche la ricerca delle nuove generazioni grazie al ricco programma di produzioni e coproduzioni promosso dalla Biennale e al lavoro della Biennale College Danza.