L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici apre le porte a “Una rivincita sonora”, un appuntamento ideato dal collettivo Spazio Griot che trasforma l’ascolto in uno strumento di ricerca storica e di riflessione sulla memoria della diaspora africana. Al centro dell’incontro, in programma il 13 luglio, una listening session guidata dal curatore, autore e studioso Bonaventure Soh Bejeng Ndikung. L’iniziativa prende spunto dal Secondo Congresso degli artisti e degli scrittori neri, svoltosi a Roma nel 1959, un evento che riunì intellettuali, artisti, filosofi, storici e leader politici provenienti da Africa, Caraibi, Americhe ed Europa per confrontarsi sulle prospettive culturali e politiche dei popoli africani nel pieno dei processi di decolonizzazione.
Più che ricostruire gli interventi ufficiali del congresso, il progetto sceglie di esplorare una dimensione meno documentata: il paesaggio sonoro che accompagnò quei giorni. Attraverso musiche dell’epoca, registrazioni e suggestioni immaginate, la sessione invita il pubblico a riflettere su ciò che i partecipanti ascoltavano durante i viaggi verso Roma, nei momenti di convivialità o nelle pause dai dibattiti politici.

Il percorso sonoro immagina le colonne sonore private di una generazione che contribuì a ridefinire il pensiero africano contemporaneo, interrogandosi sul ruolo della musica come spazio di costruzione dell’identità, della coscienza politica e delle relazioni culturali tra le diverse comunità della diaspora.
A guidare questa esperienza sarà Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, figura di riferimento nel panorama curatoriale internazionale. Fondatore di SAVVY Contemporary di Berlino, Ndikung ha ricoperto negli anni importanti incarichi in manifestazioni artistiche di rilievo internazionale, tra cui documenta 14, la Biennale di Dakar, la Biennale di Venezia, le Rencontres de Bamako e sonsbeek, sviluppando una ricerca che intreccia arte contemporanea, storia, politica e pratiche decoloniali.
L’evento è promosso da Spazio Griot, realtà culturale nata nel 2021 come evoluzione della piattaforma editoriale GRIOTmag. Con sede nomade e una forte vocazione internazionale, il collettivo sviluppa progetti che mettono in dialogo arti visive, musica, editoria, performance e ricerca, affrontando temi legati alle identità, alle migrazioni e alle trasformazioni della società contemporanea. Fondato e diretto artisticamente da Johanne Affricot, insieme a Eric Otieno Sumba e all’artista musicale EHUA (Celine Angbeletchy), Spazio Griot promuove un modello di produzione culturale basato sulla collaborazione tra artisti, ricercatori e istituzioni, favorendo il confronto tra esperienze locali e prospettive globali.



