Addio a Pericle Guaglianone, voce storica dell’arte romana e firma di Artribune

Pericle Guaglianone, editorialista di 54 anni, è scomparso domenica per un infarto in mare a Torvaianica: una figura amata e generosa della scena artistica romana

In queste ore la redazione di Artribune piange un lutto difficile da accettare: a soli 54 anni è scomparso Pericle Guaglianone, una delle firme più autorevoli della testata. Il legame con Artribune risale al 2004, e da allora non è mai venuto meno, nonostante nel frattempo sia passata un’intera vita. Chi lo ha conosciuto fin da quegli anni lo ricorda già allora come un punto fermo, una fonte costante di ispirazione.

Una collaborazione lunga una vita

Da allora la collaborazione non si è mai interrotta. Sono cambiate le testate, sono cambiati i tempi e i modi di lavorare, ma è rimasto identico il suo ruolo: una delle penne più brillanti del panorama, una mente lucida e veloce, capace come pochi di analizzare a fondo e allo stesso tempo di sintetizzare con efficacia. Il tutto con una scrittura piacevole, chiara, riconoscibile, venata di ironia.

I colleghi lo ricordano come una persona dotata di un’intelligenza brillante, fuori dalla media, unita a una saggezza personalissima e a un dono raro: coniare battute, aforismi, didascalie perfette per tutto ciò che i suoi occhi incrociavano per strada. Sentenze vere e proprie, a volte, frasi che restavano impresse come tatuaggi: “Vedi quell’artista? Avrà 40 anni pure a novanta”. Osservazioni apparentemente buttate lì, che però continuavano a lavorare nella testa per ore. Come nel suo ultimo post su Facebook, in cui definiva “borrominiani” gli storici lampioni in ferro battuto del centro di Roma e ci si ritrovava lì, spiazzati, a pensare: “però, è proprio vero”.

Roma e le tante passioni di una vita

Roma era il suo habitat naturale, la fonte a cui attingeva senza sosta ispirazione, e della città sapeva restituire letture sempre illuminanti. Le sue curiosità spaziavano dalla musica al cinema, dalla lettura alla cartografia, fino alla meteorologia: passione al punto da dedicarle per alcuni anni una rubrica fissa, in cui anticipava le previsioni del tempo in occasione delle grandi fiere e Biennali. Anche lì, portava la stessa profondità che metteva in tutto. Aveva le sue piccole manie, raccontano i colleghi: non amava rivelare la propria età, convinto (a ragione) di portarla benissimo: “non vedo nessuno dei miei coetanei senza pancia” — così come restava riservato sul proprio lavoro quotidiano. Il tempo libero lo dedicava quasi interamente a scrittori e artisti: difficile contare quanti ne abbia consigliati, guidati, sostenuti nel tempo e non sarebbe male se in questi giorni qualcuno di loro decidesse di raccontarlo. Non mancava mai alle inaugurazioni (e possibilmente alle feste che seguivano), con la sua sagoma inconfondibile, subito riconoscibile tra la folla. “Mi piace pormi in maniera seduttiva col mondo”, diceva di sé.

La sua vocazione artistica affondava le radici negli studi di storia dell’arte, con specializzazione in arte contemporanea. Come molti: chi scrive per primo, per anni, aveva però mantenuto un lavoro “di sicurezza”: un impiego stabile al Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, dove lavorava da una vita, raggiungendo l’ufficio ogni mattina a piedi per tenersi in forma. Negli ultimi tempi scriveva meno, giusto qualche articolo l’anno, la misura di chi ha ormai un nome fatto. In compenso si dedicava con entusiasmo al ruolo di talent scout, segnalando spesso giovani redattori e giornalisti esordienti: quasi tutti, a quanto pare, incontrati e “conquistati” intellettualmente al Vinaietto, la storica bottiglieria di via del Monte della Farina, a Roma

Una scomparsa improvvisa a Torvaianica

Molti, leggendo le cronache locali del litorale romano che riportavano la morte di un “Pericle Guaglianone, apprezzato agente della Polizia Stradale”, hanno pensato inizialmente a un caso di omonimia: possibile che si trattasse dello stesso Pericle, così lontano per professione da quella descrizione? Purtroppo si trattava proprio di lui. Un infarto lo ha colto domenica pomeriggio in mare, davanti alla spiaggia di Torvaianica: nonostante l’intervento di bagnanti, bagnini e soccorritori, non c’è stato nulla da fare.

Se n’è andato in uno dei luoghi più legati alla sua vita: la zona dove trascorreva le estati nei weekend, vicino alla casa di famiglia, lontano per qualche giorno dal suo appartamento romano tra Testaccio e Porta Portese, affacciato sul Tevere. Se ne va così una delle figure più generose e vitali della scena artistica italiana dell’ultimo quarto di secolo: un maestro nel dare forma, spesso con vera poesia, a immagini e visioni.

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