A Parigi apre un nuovo museo dedicato a Hector Guimard, maestro dell’Art Nouveau francese

Nel cuore del XVI arrondissement, l'hôtel Mezzara diventerà il museo Guimard, l'unico luogo in Francia interamente dedicato al maestro dell'Art Nouveau

Entro la fine del 2027 e l’inizio del 2028 aprirà a Parigi un museo del tutto inedito. Se l’Art Nouveau ha a Barcellona il suo Gaudí e a Bruxelles il suo Horta, a Parigi il nome di riferimento è quello di Hector Guimard. Ma mentre è già possibile visitare i capolavori dei primi due architetti, lo stesso finora non valeva per Guimard, una situazione destinata a cambiare presto. Lo scorso 23 giugno, un gruppo di appassionati ha vinto il bando per la concessione in affitto a lungo termine dell’hôtel Mezzara, nel XVI arrondissement, capolavoro di Hector Guimard (1867-1942) classificato monumento storico. Dopo una campagna di restauro, l’edificio diventerà il Museo Guimard.

Da residenza signorile a collegio femminile

Si tratta di una delle dimore parigine più belle mai realizzate dal maestro francese dell’Art Nouveau. Situato in rue Jean-de-La-Fontaine, l’edificio di 750 metri quadrati fu costruito nel 1910 per l’industriale tessile Paul Mezzara. Vera summa dell’arte di Guimard, ospita, tra l’altro, una spettacolare scala in metallo e un’ampia vetrata zenitale. Un’altra meraviglia si trova sul lato giardino: la sala da pranzo, l’unico ambiente arredato direttamente da Guimard, giunta fino a oggi perfettamente intatta, con un dipinto firmato da Charlotte Chauchet-Guilleré, amica dell’architetto e con credenza, tavolo e sedie disegnati dallo stesso Guimard.

Nel 1930 l’edificio fu trasformato in scuola privata, per poi essere ceduto negli anni Cinquanta al ministero dell’Istruzione francese e diventare un collegio per studentesse, fino al 2015, quando venne dichiarato di “inutilità pubblica” e affidato a France Domaine per la vendita. Già inserito nell’inventario dei Monumenti storici, il gioiello di Guimard ottenne nel 2016 la classificazione grazie all’impegno dell’associazione Le Cercle Guimard, fondata nel 2003. Lo Stato pensò inizialmente di cederlo per sette milioni di euro, ma la vendita fu poi sospesa. Per dimostrare il potenziale museale dell’edificio, l’associazione organizzò allora la mostra «Hector Guimard, precursore del design», accolta con grande successo. Seguirono diversi bandi andati a vuoto, finché l’ultimo è stato aggiudicato proprio a Le Cercle Guimard e a Hector Guimard Diffusion, sostenuti dai co-investitori Fabelsi e dalla Banque des Territoires (Gruppo Caisse des Dépôts), con un contratto di affitto di 50 anni.

«Offrire bellezza a tutti»

«Dopo oltre vent’anni di impegno, Le Cercle Guimard vede finalmente realizzarsi il proprio progetto», si legge sul sito dell’associazione. Difficile immaginare una collocazione migliore per una casa-museo dedicata all’architetto: l’hôtel Mezzara sorge infatti nel cuore del cosiddetto “Quartier Guimard”, tra la sua residenza personale di avenue Mozart, gli edifici di rue Agar e lo straordinario Castel Béranger, tutti tuttora occupati da privati. Guimard è tra gli architetti francesi i cui edifici sono stati più demoliti nella storia dell’architettura del Paese: l’hôtel Mezzara rappresenta quindi una delle rare occasioni per il grande pubblico di poter visitare uno dei suoi capolavori. Sebbene l’edificio sia giunto fino a noi in condizioni sorprendentemente buone, resta comunque necessario un restauro degli apparati decorativi, interni ed esterni, stimato in circa sei milioni di euro: i lavori inizieranno entro sei mesi e proseguiranno per due anni, con l’obiettivo di adeguare l’edificio alle normative attuali e di restituirgli, per quanto possibile, l’aspetto originario, grazie al contributo di specialisti dell’Art Nouveau, artigiani d’arte, restauratori e un architetto dei monumenti storici.

«Per questo progetto ci basiamo su una documentazione molto ricca, in particolare sul fondo d’archivio conservato al Musée d’Orsay», prosegue Horiot. «Vi si trovano ad esempio disegni esecutivi che forniscono informazioni precise su come fosse realizzata la muratura, al centimetro.» Infine, i visitatori potranno portare a casa anche un piccolo pezzo di Guimard: il museo proporrà rielaborazioni di alcune sue opere, come le carte da parati, realizzate da artigiani specializzati. Un modo, come amava dire l’architetto soprannominato “Le Bel Hector”, per «offrire bellezza a tutti».

Terminati i lavori, l’hôtel potrà iniziare la sua nuova vita da museo. Il biglietto d’ingresso dovrebbe costare tra i 15 e i 20 euro e permetterà di scoprire non solo lo splendore dell’edificio, ma anche una collezione composta da pezzi di Fabien Choné, presidente delle società Fabelsi e Hector Guimard Diffusion, insieme a un nucleo più contenuto riunito da Le Cercle Guimard. Prestiti e depositi da parte di collezionisti e istituzioni francesi e internazionali dovrebbero completare ulteriormente il patrimonio esposto. Al piano terra, la visita si concluderà con un’esperienza immersiva in realtà virtuale, pensata per far rivivere al pubblico l’atmosfera della sala da concerto Humbert de Romans, realizzata da Guimard nel 1901 in rue Saint-Didier e demolita già nel 1905. «Si tratta di un altro capolavoro perduto di Guimard, che restituisce una prospettiva diversa sull’architetto», spiega Nicolas Horiot, presidente dell’associazione Le Cercle Guimard, interpellato da Connaissance des Arts. Seduto su poltrone originali e dotato di visore, il visitatore potrà così “entrare” nella sala e assistere a pochi minuti di un concerto in musica d’epoca.