Premio Strega 2026, trionfa Michele Mari con I convitati di pietra

Sul palco del Campidoglio lo scrittore milanese supera Matteo Nucci e Bianca Pitzorno, confermando i pronostici della vigilia

È Michele Mari il vincitore dell’80° edizione del Premio Strega. Lo scrittore milanese si è aggiudicato edizione 2026 del più importante riconoscimento della narrativa italiana con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi), imponendosi nella serata finale ospitata in Piazza del Campidoglio. Mari ha ottenuto 190 voti, precedendo Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi) ed Elena Rui con Vedove di Camus (L’Orma Editore). Una vittoria che conferma i pronostici della vigilia e consacra lo scrittore milanese tra i protagonisti della narrativa italiana contemporanea.

Durante la proclamazione, lo scrittore ha espresso tutta la propria emozione, ringraziando la giuria e i lettori. La cerimonia, organizzata nell’anno dell’ottantesimo anniversario del Premio Strega, ha celebrato una delle edizioni più significative della storia del riconoscimento. Pubblicato nel 2025 da Einaudi, I convitati di pietra racconta la storia di un gruppo di ex compagni di liceo che, dopo la maturità, stringono un patto destinato a durare tutta la vita: ritrovarsi ogni anno a cena, mentre il tempo, le ambizioni, i fallimenti e la morte modificano progressivamente i loro destini. Il romanzo affronta i temi della memoria, dell’amicizia e del trascorrere del tempo, elementi centrali nella produzione letteraria di Mari.

Nel suo intervento dopo la proclamazione, Mari ha dedicato il premio ai lettori e a tutti coloro che hanno sostenuto il romanzo fin dalla sua pubblicazione, sottolineando come I convitati di pietra sia un libro nato da una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone nonostante il trascorrere degli anni. La vittoria chiude un’edizione particolarmente combattuta, caratterizzata da una cinquina – poi divenuta sestina – di finalisti che ha messo in luce alcune delle voci più rappresentative della narrativa italiana contemporanea, confermando il Premio Strega come principale osservatorio sullo stato di salute della letteratura nazionale.