L’ex sede della Marlborough Gallery a Chelsea venduta per 7,5 milioni di dollari

Lo storico spazio newyorkese al 545 West 25th Street, per decenni simbolo della celebre galleria londinese, cambia proprietà

Uno dei luoghi simbolo del mercato dell’arte newyorkese cambia definitivamente volto. L’ex sede della Marlborough Gallery nel quartiere di Chelsea è stata venduta per 7,5 milioni di dollari, chiudendo un altro capitolo della lunga storia della galleria, che nel 2024 ha cessato le proprie attività dopo quasi ottant’anni di attività. L’immobile, situato al 545 West 25th Street, occupa il primo e il secondo piano del Chelsea Arts Tower ed è stato per anni uno degli indirizzi più prestigiosi della scena artistica internazionale. Con soffitti alti fino a oltre cinque metri, un ampio terrazzo al secondo piano, accesso carrabile e una configurazione pensata per ospitare opere monumentali, lo spazio è stato teatro di mostre dedicate ad alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte del Novecento e contemporanea, da Francis Bacon a Lucian Freud, da Henry Moore a Paula Rego.

La vendita arriva dopo un percorso travagliato. In seguito alla decisione di chiudere tutte le sedi internazionali – comprese quelle di Londra, Madrid e Barcellona – la proprietà era stata immessa sul mercato con una richiesta iniziale di 10,9 milioni di dollari. La cessione a 7,5 milioni rappresenta quindi una significativa riduzione rispetto al prezzo di partenza, ma segna la definitiva uscita di scena di uno dei luoghi più iconici del quartiere di Chelsea.

Fondata nel 1946 da Frank Lloyd e Harry Fischer, Marlborough Gallery è stata una delle gallerie più influenti del secondo dopoguerra, contribuendo alla consacrazione internazionale di artisti come Francis Bacon, Frank Auerbach, Barbara Hepworth e Lucian Freud. Negli ultimi anni, tuttavia, la galleria aveva attraversato una lunga fase di difficoltà, aggravata da conflitti interni alla famiglia proprietaria e da una complessa riorganizzazione delle proprie sedi, culminata nella decisione di liquidare l’attività. Il futuro dell’immobile resta ancora da definire. Grazie alla sua destinazione d’uso flessibile e alle caratteristiche architettoniche, potrebbe tornare a ospitare una galleria d’arte oppure essere riconvertito in uno spazio culturale, un museo, una scuola o un’altra attività aperta al pubblico. In ogni caso, la vendita sancisce la fine di un indirizzo che ha contribuito a scrivere la storia del mercato dell’arte contemporanea a New York.