Dopo aver portato a Perugia capolavori come Le tre età di Gustav Klimt e il Nu couché di Amedeo Modigliani, la Galleria Nazionale dell’Umbria prosegue il progetto Un capolavoro a Perugia con un altro grande protagonista della storia dell’arte: Vincent van Gogh. Dal 2 luglio al 27 settembre il museo ospita infatti L’Arlesiana (Ritratto di Madame Ginoux), straordinario prestito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

L’opera, tra le più celebri dell’artista olandese, raffigura Madame Ginoux, proprietaria del Café de la Gare di Arles, luogo frequentato abitualmente da Van Gogh e da Paul Gauguin. Più che un semplice ritratto, il dipinto restituisce tutta l’intensità psicologica della figura femminile attraverso colori vibranti, linee essenziali e uno sguardo malinconico che appartiene alla fase più matura della ricerca dell’artista. La mostra, intitolata Van Gogh e gli Italiani a Parigi. L’Arlesiana tra i ritratti femminili del secondo Ottocento, non si limita a presentare il capolavoro isolatamente, ma costruisce un dialogo con sedici opere provenienti dal Museo dell’Ottocento – Fondazione Di Persio Pallotta di Pescara. I dipinti di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega, Antonio Mancini e altri protagonisti della pittura italiana raccontano come il ritratto femminile si sia trasformato negli stessi anni in cui Van Gogh rivoluzionava il linguaggio artistico europeo.


Il percorso espositivo è stato concepito come un’esperienza immersiva. Accanto al dipinto trovano spazio approfondimenti storico-artistici, contenuti multimediali e videoproiezioni che accompagnano il visitatore nella ricostruzione del contesto culturale e umano in cui nacque L’Arlesiana, offrendo una lettura ampia della poetica di Van Gogh e del suo rapporto con la modernità. L’iniziativa conferma la volontà della Galleria Nazionale dell’Umbria di portare nel capoluogo umbro capolavori provenienti dai principali musei italiani, valorizzandoli attraverso progetti espositivi che non si limitano al prestito dell’opera, ma costruiscono nuovi percorsi di confronto tra artisti, scuole e linguaggi. Dopo Klimt e Modigliani, è ora Van Gogh a entrare in dialogo con la tradizione pittorica italiana, offrendo al pubblico un’occasione per rileggere uno dei grandi maestri dell’arte europea da una prospettiva inedita.


