Messina, il Ministro Giuli inaugura il MIRA: “Non solo museo, ma progetto di crescita”

L'istituto trasforma Messina in un crocevia culturale per il Mediterraneo, promuovendo dialogo, cooperazione e rigenerazione territoriale

A Messina, alla presenza del Ministro della Cultura Giuli, è stato presentato il progetto MIRA (Mediterranean Institute for Research and Arts), destinato a trasformare lo Stretto di Messina in un autentico crocevia culturale: un punto di incontro vivo tra sponde che non si limitano più a osservarsi, ma si riconoscono all’interno di un unico spazio di dialogo, dove arte e ricerca costruiscono nuovi legami tra comunità, istituzioni e orizzonti mediterranei condivisi.

«Il Mira non è soltanto un museo, è un progetto di crescita e sviluppo di relazioni internazionali, in particolare per l’Africa e il Mediterraneo allargato, all’insegna del dialogo, della pace, del confronto tra i popoli – ha dichiarato Giuli – Il Mira parla la lingua universale della pace, che è l’arte.». Il progetto si inserisce così in una fase più ampia di riflessione sul ruolo della cultura come strumento di connessione tra territori e popolazioni, soprattutto in un contesto internazionale attraversato da tensioni che rendono ancora più urgente la costruzione di spazi condivisi di confronto.

L’istituto nasce dalla collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Comune di Messina e l’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio. Una sinergia istituzionale che si inserisce nel percorso di rigenerazione culturale del territorio messinese e siciliano, con l’obiettivo di rafforzarne la dimensione internazionale. Attorno al progetto si sviluppa infatti una strategia che guarda alla creazione di nuove reti artistiche, alla sperimentazione di programmi espositivi innovativi, alla promozione della ricerca interdisciplinare e all’attivazione di residenze artistiche capaci di favorire lo scambio tra Europa, Africa e Paesi del Mediterraneo allargato.

A suggellare simbolicamente l’avvio del progetto, si è tenuta anche una doppia inaugurazione tra Messina e Reggio Calabria, dedicata ai gruppi scultorei intitolati La Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella, collocati sulle due sponde dello Stretto: nell’area dell’ex Fiera di Messina – oggi riconvertita a parco urbano -, e in piazza De Nava a Reggio Calabria. Due installazioni speculari che rafforzano l’idea di un dialogo permanente tra le due città, restituendo allo Stretto una centralità culturale nuova e condivisa.