La GNAMC rafforza il dialogo con il Libano: Mazzantini incontra l’ambasciatrice Carla Jazzar

L'incontro al museo anticipa l'esposizione di Gilbert Halaby prevista per l'inizio del 2027. Al centro, il ruolo della cultura come ponte tra i popoli e la strategia di internazionalizzazione dell'istituzione

Un incontro che guarda al futuro della diplomazia culturale e dell’arte contemporanea. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la direttrice Renata Cristina Mazzantini ha ricevuto l’ambasciatrice della Repubblica del Libano in Italia, Carla Jazzar, in un appuntamento organizzato dall’editore e direttore di Inside Art, Guido Talarico. Al centro del confronto, la preparazione della mostra dell’artista italo-libanese Gilbert Halaby, in programma all’inizio del 2027, ma anche il rafforzamento delle relazioni culturali tra Italia e Libano attraverso il ruolo sempre più internazionale della GNAMC. L’iniziativa si inserisce nel percorso di apertura internazionale che Mazzantini sta imprimendo allo spazio capitolino fin dall’inizio del suo mandato nel 2024. L’obiettivo è consolidare il museo come luogo di dialogo tra culture, capace di costruire relazioni con istituzioni, ambasciate e realtà artistiche internazionali attraverso il linguaggio universale dell’arte contemporanea. Una strategia che la direttrice ha più volte indicato come centrale per il futuro dell’istituzione romana, rafforzando reti di collaborazione con partner italiani e stranieri e promuovendo il museo come punto di riferimento culturale aperto al mondo.

In questa direzione si colloca anche The Art Talks, il ciclo di incontri realizzato in collaborazione con Inside Art e in programma il prossimo dicembre, pensato per trasformare la Galleria in un luogo di confronto tra artisti, studiosi, istituzioni e protagonisti della scena culturale internazionale. La futura mostra di Gilbert Halaby rappresenta perfettamente questa visione. Artista diviso tra due appartenenze, quella italiana e quella libanese, Halaby costruisce un racconto che attraversa il Mediterraneo trasformandolo in uno spazio condiviso di memoria e identità. Le sue opere danno forma a un dialogo ideale tra le due sponde del mare, mettendo in relazione paesaggi, affetti e ricordi di culture diverse ma profondamente intrecciate. Al centro del progetto espositivo c’è il punto di vista di un bambino che appartiene a entrambi i Paesi e li riconosce come parte della propria storia. Un racconto intimo in cui convivono la dolcezza della memoria, il dolore della separazione e il desiderio di pace. A fare da simbolo è il pino, albero che cresce sulle coste italiane e libanesi e che diventa metafora di radici comuni, resilienza e continuità, quasi una presenza silenziosa capace di unire popoli e territori del Mediterraneo.

L’Ambasciata del Libano in Italia accompagnerà il progetto con il proprio patrocinio, confermando l’impegno a utilizzare la cultura come strumento di dialogo in una fase particolarmente delicata della storia del Paese. In questo contesto la mostra assume un significato che supera quello strettamente artistico, diventando occasione di incontro e di reciproca conoscenza tra comunità storicamente legate da rapporti di amicizia e scambi culturali. L’incontro tra Mazzantini e l’ambasciatrice Jazzar conferma così la volontà della GNAMC di rafforzare la propria vocazione internazionale. Un museo che, attraverso mostre, collaborazioni e progetti culturali, intende affermarsi sempre più come luogo in cui l’arte contemporanea diventa strumento di diplomazia, dialogo e costruzione di nuove relazioni tra i Paesi.