La GAM di Torino si reinventa: presentato il progetto della nuova era del museo

Un investimento di 30 milioni di euro ridisegna la Galleria Civica d’Arte Moderna con nuovi spazi espositivi, tecnologie all’avanguardia e un recupero dell’impianto architettonico originario del 1959, firmato da un team internazionale guidato dallo studio MVRDV

Il progetto di riqualificazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, presentato ufficialmente al Teatro Regio, avvia la trasformazione del museo nell’ambito della cosiddetta “GAM 4.0”. L’intervento, sostenuto da circa 30 milioni di euro, punta a rafforzare il ruolo dell’istituzione come polo culturale aperto alla città, ampliandone gli spazi e aggiornandone le infrastrutture tecnologiche, nel segno di accessibilità, sostenibilità e innovazione.

La “GAM 4.0”, affidata al raggruppamento guidato dallo studio olandese MVRDV insieme a BALANCE Architettura, EP&S Group, Michelangelo Di Gioia e Filippo Busato, con Stratosferica e Giorgina Bertolino, è stata selezionata attraverso un concorso internazionale promosso da Fondazione Torino Musei e Fondazione Compagnia di San Paolo. Il progetto ha prevalso su 49 candidature e su una short-list che comprendeva nomi di primo piano dell’architettura internazionale, tra cui Kengo Kuma, Mario Cucinella e lo studio ACPV. I progetti finalisti saranno esposti alla GAM a partire dall’1 luglio.

Progettata da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti e inaugurata alla fine degli anni ’50, la GAM è considerata uno dei primi esempi italiani di museo moderno concepito in modo integrato, con spazi espositivi, biblioteca, auditorium e laboratori. L’attuale intervento si inserisce quindi in un’operazione di aggiornamento profondo, che mira a coniugare tutela dell’impianto originario e nuove esigenze funzionali, energetiche e di sicurezza.

Tra restauro e trasformazione urbana

Sul piano operativo restano ancora da definire alcuni passaggi fondamentali, a partire dall’organizzazione del cantiere e dalle modalità con cui verrà gestita la trasformazione del museo durante i lavori. Una delle questioni ancora aperte riguarda infatti la possibilità di procedere per lotti successivi, mantenendo almeno in parte la GAM accessibile al pubblico, oppure optare per una chiusura temporanea dell’intero edificio. La seconda ipotesi consentirebbe di ridurre i tempi dell’intervento, ma comporterebbe inevitabilmente la sospensione delle attività espositive e culturali.

Nel frattempo, il percorso progettuale è già entrato nella fase operativa. Il raggruppamento vincitore, premiato con un riconoscimento di 100mila euro, è al lavoro sulla redazione del progetto definitivo, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2026. Successivamente prenderà avvio la progettazione esecutiva, sviluppata in costante confronto con la Soprintendenza, chiamata a garantire la tutela dell’edificio storico durante tutte le fasi dell’intervento.

Secondo il cronoprogramma presentato da Fondazione Compagnia di San Paolo e Comune di Torino, l’apertura del cantiere è prevista entro il primo semestre del 2027. Da quel momento prenderà il via una delle più importanti operazioni di riqualificazione museale degli ultimi anni in Italia, destinata a ridefinire il ruolo della GAM come punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea e come nuovo spazio di relazione tra il museo e la città.

Una nuova GAM aperta, flessibile e connessa alla città

La visione progettuale immagina la GAM come una piattaforma culturale contemporanea, capace di dialogare con le nuove generazioni e con il tessuto urbano. L’intervento punta a “liberare” l’edificio dalle aggiunte successive che ne hanno alterato la leggibilità originaria, restituendo centralità ai volumi storici e alla loro qualità spaziale. Gli spazi esterni vengono ripensati come un sistema pubblico aperto, con una grande piazza civica e nuovi percorsi che connettono il museo alla città e alle aree universitarie. All’interno, il progetto recupera la luminosità e la continuità originarie, riportando la scala monumentale al centro del percorso museale.

Il piano interrato diventa un “Deposito Vivente” per la collezione di oltre 50mila opere, mentre il piano terra ospita funzioni civiche, didattiche e di accoglienza, oltre a spazi polifunzionali e ristorativi. L’auditorium è ripensato come volume indipendente e flessibile. I livelli superiori saranno dedicati a collezioni permanenti e mostre temporanee, con spazi adattabili alle diverse esigenze curatoriali. Nel complesso, la superficie espositiva passerà da 4.300 a quasi 7.000 metri quadrati, con un significativo incremento degli spazi sotterranei. L’intervento si inserisce anche in una più ampia strategia di efficientamento energetico e adeguamento normativo, con l’obiettivo di restituire alla GAM un equilibrio tra patrimonio storico, innovazione e sostenibilità, rafforzandone il ruolo di museo civico e sperimentale nel cuore di Torino.