Il rapporto tra intelligenza artificiale e creatività è da sempre attraversato da tensioni profonde e irrisolte: nel mondo artistico, in particolare, questi strumenti vengono spesso percepiti come una possibile minaccia all’autenticità del processo creativo, alimentando un dibattito costante tra entusiasmo e diffidenza.
Oggi, la stessa frattura si è spostata con forza nel campo dell’istruzione, dove si confrontano chi vede nell’IA un’opportunità didattica e chi teme invece un indebolimento delle capacità critiche degli studenti. È in questo contesto che si inserisce l’appello rivolto al sindaco Zohran Mamdani, a cui centinaia di artisti e lavoratori culturali chiedono di sospendere per due anni l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle scuole pubbliche di New York.

La lettera aperta, diffusa dalla AI Moratorium Coalition, sottoscritta da circa 500 tra artisti visivi, scrittori, musicisti e registi. Nel testo, l’IA viene descritta come il risultato di un sistema “fondato sul furto” del lavoro creativo altrui e accusata di aver ormai “varcato la soglia delle aule scolastiche”. Tra i firmatari compaiono nomi noti del panorama artistico internazionale come Nan Goldin, Laurie Simmons e Carroll Dunham, insieme al critico d’arte Jerry Saltz e alla scrittrice e artista Molly Crabapple. Usando toni accesi, gli autori invitano il sindaco a difendere i bambini, definiti “creativi naturali”, sostenendo che il loro futuro rischia di essere sacrificato per arricchire ulteriormente le fasce più potenti della società.

Tra le preoccupazioni espresse figura anche il rischio che l’IA venga utilizzata per raccogliere dati sugli studenti e condividerli con terze parti, contribuendo a modellare abitudini e consumi delle future generazioni attraverso una dipendenza precoce da questi sistemi. Alcuni rapporti citati dagli autori collegano inoltre l’uso dell’IA educativa a possibili bias razziali e di genere.
La lettera si chiude con un appello diretto al sindaco: richiamando la promessa di essere “il sindaco della gente”, i firmatari lo invitano a proteggere il futuro creativo della città e a compiere una scelta che, nelle loro intenzioni, possa andare oltre il contesto locale.



