Per lungo tempo il museo è stato considerato un luogo deputato alla conservazione e alla contemplazione. Oggi, sempre più spesso, si afferma come spazio di partecipazione, inclusione e relazione. È in questa prospettiva che si inserisce ART4MIND, il progetto promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS insieme a Unhate Foundation, l’ente del Terzo Settore ideato da Alessandro Benetton e sostenuto da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma, impegnato nella promozione del dialogo e dell’inclusione tra le nuove generazioni.


Il progetto nasce da una domanda tanto semplice quanto radicale: quale ruolo può avere l’arte nei percorsi di salute mentale? La risposta non passa attraverso una generica idea di arteterapia, ma attraverso la costruzione di un modello interdisciplinare in cui medicina, cultura e ricerca scientifica lavorano insieme. Ogni attività, infatti, viene monitorata dal punto di vista clinico con l’obiettivo di sviluppare un protocollo replicabile anche in altri contesti ospedalieri e territoriali. A ospitare uno degli appuntamenti centrali del percorso è la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dove si è concluso, qualche giorno fa, il laboratorio di scrittura Venti Laterali, condotto da Giulia Binando Melis e Filippo Losito della Scuola Holden. I protagonisti sono giovani pazienti del Day Hospital della UOC di Psichiatria del Gemelli, coinvolti in un’esperienza di medicina narrativa e scrittura autobiografica che utilizza la parola come strumento di elaborazione e di relazione.

In questo contesto, il museo cambia funzione. Le sale della GNAMC non rappresentano soltanto la cornice dell’iniziativa, ma diventano parte integrante del processo. Portare giovani con fragilità psichiche all’interno di uno dei principali musei italiani significa riconoscere che la cultura può contribuire alla costruzione del benessere collettivo, offrendo un ambiente capace di stimolare immaginazione, dialogo e senso di appartenenza. Questa visione si inserisce in una tendenza internazionale che vede le istituzioni culturali assumere un ruolo sempre più attivo nella promozione della salute pubblica. Numerosi musei europei stanno infatti sperimentando programmi dedicati al benessere psicologico, riconoscendo nell’esperienza estetica uno strumento capace di favorire la partecipazione sociale e ridurre l’isolamento.
info: GNAMC


