Partenone, torna visibile la facciata ovest dopo otto anni di restauro

Dopo otto anni di restauri, sono stati rimossi i ponteggi esterni dalla facciata ovest del Partenone, restituendo una vista completa di uno dei lati più iconici del monumento

Il completamento dei lavori ha segnato una nuova tappa nel restauro del monumento, restituendo piena visibilità alla facciata occidentale del Partenone. Già lo scorso novembre, i visitatori avevano potuto intravedere per alcuni giorni il risultato dell’intervento, quando la facciata era apparsa temporaneamente libera dai ponteggi. Oggi quella visione è diventata definitiva: dopo otto anni di restauro, uno dei lati più celebri del tempio è tornato pienamente visibile.

Il 15 giugno, l’Ufficio per il Restauro dell’Acropoli del Ministero della Cultura greco ha annunciato il completamento dei lavori sul frontone della facciata occidentale del Partenone. I ponteggi esterni sono stati rimossi in via definitiva. «Si tratta del completamento di un intervento di restauro estremamente impegnativo, grazie al quale il frontone occidentale del Partenone si presenta nella sua forma più completa da circa 220 anni», ha dichiarato la ministra della Cultura Lina Mendoni, aggiungendo: «Lo spettacolo è davvero mozzafiato».

Un monumento attraverso i secoli

Eretto nel V secolo a.C. come tempio dedicato alla dea Atena, il Partenone ha attraversato i secoli cambiando più volte funzione: tesoreria, moschea, caserma militare e altri usi ancora. Nel corso della sua lunga storia, il monumento ha subito numerosi danni, causati sia da guerre e disastri naturali, sia da interventi umani talvolta controversi, come quelli dell’architetto greco Nikolaos Balanos, responsabile di importanti restauri tra il 1894 e il 1938.

Dal 1975, con la creazione dell’Ufficio per il Restauro dell’Acropoli, il governo greco ha avviato un programma sistematico di conservazione del sito. Da allora, le équipe di restauro lavorano in modo continuo per riparare i danni del passato e preservare l’integrità dell’Acropoli.

Un restauro di portata storica: sfida tecnica complessa

Secondo il progetto del 2008, riconfermato nel 2020, due lastre ortostate completano oggi il frontone occidentale del Partenone: una è un assemblaggio di frammenti antichi ricomposti con marmo nuovo, mentre l’altra è interamente realizzata in marmo appena estratto. Gli interventi sono stati effettuati tra il 3 e il 5 marzo. «Si tratta di un momento di importanza storica per il monumento, per l’Acropoli e per la cultura mondiale», ha dichiarato la ministra Lina Mendoni. «Un momento che ci riempie di orgoglio, ma che comporta anche un forte senso di responsabilità nel proseguire, con la stessa costanza, la grande opera di tutela e valorizzazione del simbolo per eccellenza della civiltà occidentale».

Nel 2017, l’Ufficio per il Restauro dell’Acropoli ha avviato un intervento specifico sul frontone occidentale del Partenone, un’area che in passato aveva ospitato anche alcuni dei marmi oggi al centro di controversie internazionali. All’epoca, il frontone rappresentava l’ultimo elemento incompiuto della struttura. L’intervento è stato considerato dalle autorità greche «una delle maggiori sfide degli ultimi anni», anche per le difficoltà tecniche legate al recupero e alla lavorazione dei materiali. Tra queste, il trasporto di grandi blocchi di marmo provenienti dal versante nord-orientale del Monte Pentelico, la storica cava che conferisce al Partenone il suo caratteristico bagliore. I materiali sono stati successivamente scolpiti e collocati con precisione nella struttura.