
Il numero 138 di Inside Art, in uscita a giugno 2026, si apre come di consueto su una selezione di pratiche che attraversano generazioni, linguaggi e geografie differenti, restituendo uno sguardo articolato sulle ricerche più interessanti della scena contemporanea. Un primo sfoglio che, secondo l’impostazione editoriale della rivista, mette in relazione voci e percorsi eterogenei senza costruire gerarchie, ma lasciando emergere continuità e frizioni tra esperienze diverse.
Il magazine si apre con l’editoriale del direttore Guido Talarico, “L’arte è l’ultimo volto umano del mondo”, che introduce una riflessione sul ruolo etico e politico dell’arte nell’epoca dell’intelligenza artificiale, sottolineandone la capacità di resistere ai processi di standardizzazione e di restituire complessità, fragilità e libertà.
Il numero costruisce un attraversamento del presente che intreccia pratiche emergenti e ricerche consolidate, tra arti visive, installazione, video e linguaggi ibridi, restituendo un panorama in cui il lavoro degli artisti dialoga con le trasformazioni del contesto culturale e istituzionale. Le interviste e gli approfondimenti mettono in relazione progettualità differenti, mentre i focus tematici aprono prospettive critiche su questioni ambientali, territoriali e percettive, dal rapporto tra paesaggio e infrastrutture contemporanee fino alle nuove modalità di abitare e rappresentare lo spazio. Ne emerge un numero costruito come un dispositivo di lettura trasversale, in cui le sezioni non si sommano ma si rispecchiano tra loro.





LA COVER
La copertina del numero estivo accoglie Taste, opera dell’artista sudcoreana con base negli Stati Uniti Rachel Youn, trasformando la superficie di Inside Art in un campo visivo attraversato da una ramificazione vegetale che si espande, avvolge la cornice e ne ridefinisce i confini. La cover non si limita a introdurre il numero, ma ne diventa una soglia visiva e concettuale.
La ricerca dell’artista si sviluppa attraverso sculture e installazioni cinetiche in cui dispositivi meccanici, fiori e piante artificiali vengono attivati da movimenti ripetitivi, quasi ipnotici. Un linguaggio che mette in relazione corpo, tecnologia e ritualità contemporanea, mantenendo in equilibrio tensioni costanti tra cura e controllo, attrazione e inquietudine, desiderio e disciplina. Ne emerge un’immagine che non illustra il numero, ma ne condensa alcune delle traiettorie più sottili.
IL PRIMO SFOGLIO
Come di consueto, il primo sfoglio è dedicato alle ricerche della scena artistica contemporanea emergente. Le interviste a Sultan Çoban, Jacopo Martinotti, Ilaria Vinci, Ambra Viviani, Rachel Youn e Camille Aleña restituiscono una costellazione di pratiche differenti per linguaggi e approcci, ma accomunate dalla capacità di intercettare le trasformazioni del presente attraverso strumenti espressivi eterogenei.
Accanto a queste, la sezione Close-Up è dedicata al progetto di Chiara Camoni per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Attraverso un’intervista alla curatrice Cecilia Canziani, il numero approfondisce una proposta che mette al centro una dimensione collettiva e relazionale del fare artistico, dove il processo assume un ruolo tanto rilevante quanto l’opera finita.

FOCUS – LA FORMA DEL MARE
Al centro del numero, il focus La Forma del Mare sviluppa una riflessione sulle geografie contemporanee dell’acqua. Un attraversamento che va dagli abissi alle coste, dalle infrastrutture sommerse alle archeologie invisibili dell’Antropocene, fino alle città chiamate a ripensare il proprio rapporto con il mare e il paesaggio marittimo.
Il sommerso emerge come uno spazio instabile e stratificato, insieme politico, ecologico e immaginativo, in cui i confini tra umano e non umano, superficie e profondità, natura e artificio si ridefiniscono continuamente. Il mare non è più margine ma campo attivo di trasformazioni, memoria e possibilità, dove si intrecciano nuove forme di abitabilità e nuove narrazioni del contemporaneo.
Il focus riunisce contributi e prospettive di artisti, architetti, curatori e ricercatori tra cui Carlo Ratti, SUPERFLEX, Guendalina Salimei, Territorial Agency, Fabrizio Bellomo e Barbara Davidde Petriaggi, costruendo un atlante critico e visivo delle trasformazioni in atto.



IL SECONDO SFOGLIO
Il secondo sfoglio amplia ulteriormente il racconto attraverso interviste, mostre e approfondimenti dedicati a istituzioni, artisti e progetti che attraversano il sistema dell’arte contemporanea. Tra questi, la mostra Canicula della Fondazione In Between Art Film e l’intervista al curatore Alessandro Rabottini; il lavoro della Fondazione Bevilacqua La Masa, punto di riferimento storico per le nuove generazioni; e le attività della Fondazione Pino Pascali, impegnata nella valorizzazione della propria eredità attraverso programmi espositivi e di ricerca.
Il numero ospita inoltre una lunga conversazione con Nari Ward, un omaggio a Ilya ed Emilia Kabakov, un approfondimento sulla residenza di Guglielmo Maggini alla Fornace Orsoni di Venezia e uno dedicato alla ricerca di Mariuccia Secol.



Il numero 138 di Inside Art è disponibile nei principali punti vendita e bookshop convenzionati oppure può essere richiesto scrivendo a [email protected].


