È morto lunedì all’età di 57 anni Gianandrea Barreca, figura centrale nell’evoluzione recente dell’architettura milanese ed europea. Il suo lavoro ha attraversato città e contesti diversi, sempre guidato da un’idea di progetto intesa come sistema di relazioni: tra costruito e natura, tra disegno urbano e paesaggio, tra pratica professionale, ricerca e insegnamento.
Originario di Genova, dov’era nato nel 1969 e dove ha mosso i suoi primi passi significativi del suo percorso fondando il Gruppo A12, laboratorio di sperimentazione che metteva in dialogo arte contemporanea e spazio urbano, interrogando le trasformazioni della città attraverso linguaggi ibridi. Con il tempo, il centro della sua attività professionale si è naturalmente spostato su Milano, città in cui ha avuto la possibilità di ampliare e approfondire la sua ricerca. Nel 1999 è entrato nello studio di Stefano Boeri insieme a Giovanni La Varra, dando avvio a una collaborazione durata quasi trent’anni. È in questo ambiente che ha preso forma una parte decisiva del suo percorso progettuale, all’interno di una stagione in cui l’architettura italiana torna a interrogarsi sul rapporto tra città e natura.

Tra i suoi lavori più noti figura sicuramente il Bosco Verticale a Porta Nuova, diventato nel tempo una delle immagini più riconoscibili della Milano contemporanea. Le due torri residenziali, popolate da centinaia di alberi e piante, hanno contribuito a ridefinire l’idea stessa di densità urbana, trasformandola in un terreno di sperimentazione tra architettura e paesaggio. Nello stesso periodo si collocano progetti come la Villa Méditerranée a Marsiglia, in cui il rapporto con il contesto urbano e portuale diventa parte integrante della forma architettonica.

Nel 2008 crea lo studio Barreca & La Varra, che segna un ulteriore passaggio di autonomia e consolida una ricerca sempre più focalizzata sui temi dell’abitare e della città contemporanea. Anche qui il filo conduttore rimane lo stesso: il progetto come dispositivo capace di mettere in relazione spazio costruito, ambiente e dimensione sociale. Ne sono esempio interventi come 5Square, complesso di edilizia sociale affacciato sul Parco Agricolo Sud di Milano, e il Campus Symbiosis in zona Porta Romana, dove l’architettura dialoga con le nuove forme della formazione e del lavoro.
La notizia della sua morte, condivisa dai profili social dello studio Barreca & La Varra, sottolinea il vuoto lasciato da una figura che ha segnato profondamente l’architettura contemporanea. Con lui scompare una presenza che ha saputo tenere insieme pensiero e costruzione, lasciando un’eredità destinata a continuare a vivere nei progetti, nelle città e nelle persone che ha incontrato lungo il suo percorso.



