Le Metamorfosi di Ovidio rivivono alla Galleria Borghese

Con oltre ottanta capolavori provenienti da musei internazionali, l'istituzione esplora il tema della trasformazione come chiave di lettura dell’arte e della condizione umana

METAMORFOSI. Ovidio e le arti
Opening: 23 giugno
Galleria Borghese

Dopo il successo della prima tappa al Rijksmuseum di Amsterdam, arriva alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti, la grande mostra curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten che dal 23 giugno al 20 settembre 2026 mette in dialogo oltre ottanta opere provenienti da importanti collezioni internazionali con uno dei testi più influenti della cultura occidentale: le Metamorfosi di Ovidio. Il progetto espositivo prende le mosse dal poema del poeta latino per indagare il concetto di metamorfosi come principio universale, capace di attraversare il cosmo, la materia e la natura umana. Un tema che, nel corso dei secoli, ha alimentato l’immaginario di generazioni di artisti, offrendo un repertorio inesauribile di miti, passioni e trasformazioni.

La sede della mostra non è casuale. La stessa Villa Borghese nasce infatti all’interno di un complesso programma iconografico fortemente influenzato dall’universo ovidiano. Il cardinale Scipione Borghese concepì il Casino nobile come un dispositivo culturale in cui architettura, collezionismo e mito si intrecciavano in un sistema coerente di significati. Una vocazione che venne ulteriormente rafforzata nel Settecento dai restauri di Marcantonio IV Borghese e dall’intervento dell’architetto Antonio Asprucci, che fece delle sculture il fulcro dell’allestimento delle sale, immerse in un apparato decorativo ispirato proprio alle Metamorfosi.

Il percorso riunisce opere di alcuni tra i più grandi protagonisti della storia dell’arte europea, da Correggio, Michelangelo e Tiziano a Rubens e Poussin, fino a Jean-Léon Gérôme, Auguste Rodin e Constantin Brancusi. Attraverso dipinti, sculture e disegni, la mostra restituisce la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani, evidenziandone la capacità di attraversare epoche e linguaggi differenti. Particolare rilievo assume il dialogo con i capolavori permanenti della Galleria Borghese, a partire dall’Apollo e Dafne e dal Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini. Attorno a queste opere simbolo si sviluppa una riflessione sul mutamento come categoria estetica e filosofica, capace di interrogare il rapporto tra corpo e natura, identità e trasformazione, tempo e memoria. Manetti Rutilio, Andromeda liberata da Perseo, Galleria Borghese, Roma © Galleria Borghese – Copia

La mostra affronta inoltre temi quali l’amore, l’aldilà, la creazione del mondo e il fenomeno dell’Ovide moralisé, la rilettura medievale del poema che influenzò profondamente la rappresentazione dei miti in epoca rinascimentale. Il risultato è una narrazione che restituisce una visione del mondo in cui uomini, dei e natura condividono un destino comune di continua trasformazione. Prodotta in collaborazione con il Rijksmuseum, Metamorfosi. Ovidio e le arti sarà accompagnata da un catalogo in italiano, inglese e olandese, progettato da Irma Boom e arricchito dai contributi di studiosi italiani e olandesi. Un progetto internazionale che riafferma la centralità del mito classico nella costruzione dell’immaginario europeo e la sua sorprendente attualità nel presente.

info: Galleria Borghese

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