Chalisée Naamani e l’anatomia di un immaginario in movimento

La Kunst Halle Sankt Gallen presenta la prima mostra personale in Svizzera dell’artista franco-iraniana che riunisce opere tessili, sculture e installazioni site-specific

Fino al 13 settembre 2026 la Kunst Halle Sankt Gallen presenta la prima mostra personale in Svizzera dell’artista franco-iraniana Chalisée Naamani, che avevamo intervistato proprio qualche settimana fa. Tra tessuti, sculture e installazioni site-specific, l’esposizione riflette sul corpo, la moda e le dinamiche politiche che attraversano immagini e simboli contemporanei. Intitolata Octogone, l’esposizione riunisce nuove opere tessili, sculture e installazioni site-specific che confermano la ricerca dell’artista franco-iraniana sul rapporto tra corpo, memoria, identità e rappresentazione. Al centro della pratica di Naamani vi è il tessuto come archivio culturale e politico. Attraverso sovrapposizioni, collage e ricami realizzati a mano, l’artista assembla materiali usati, appropriati o riprodotti dando vita a quelli che definisce vêtements-images, “abiti-immagine” che evocano indumenti senza essere destinati all’uso. Liberati dalla loro funzione pratica, questi oggetti si trasformano in sculture capaci di condensare e interrogare il valore simbolico dell’abbigliamento.

Le opere intrecciano riferimenti che spaziano dai movimenti di protesta internazionali – come Women Life Freedom in Iran o i Gilets Jaunes in Francia – alle tradizioni ornamentali tessili, dalle iconografie religiose alla cultura pop, fino agli archivi familiari personali. Attraverso il medium tessile, Naamani riflette sulla continua circolazione e riappropriazione di immagini e simboli nell’epoca della globalizzazione, segnata dalle migrazioni, dai social media e dai ritmi accelerati dell’industria della moda. Il titolo del progetto richiama lo Zurkhaneh, la tradizionale “casa della forza” iraniana caratterizzata da un’arena ottagonale destinata alla pratica del Varzesh-e Pahlavani. Questo spazio storico di resistenza culturale e fisica diventa il quadro concettuale dell’intero progetto espositivo. Da qui l’artista amplia la riflessione ad altri contesti sportivi, come il pugilato e il calcio, indagando la costruzione dei corpi di genere e le logiche contemporanee della performance e dell’ottimizzazione.

In alcune opere, strumenti di allenamento convivono con oggetti legati all’apprendimento infantile, mettendo in dialogo l’esperienza personale della maternità con una critica alle norme che regolano crescita, rendimento e autonomia corporea. Attraverso processi di citazione e ricombinazione, Naamani apre così nuove possibilità di interpretazione e ridefinizione dei codici sociali e culturali. Octogone nasce dalla collaborazione tra la Kunst Halle Sankt Gallen, il Palais de Tokyo di Parigi e la Kunsthalle Wien, consolidando il percorso internazionale di un’artista che negli ultimi anni si è affermata come una delle voci più interessanti della giovane scena europea.

info: kunsthallesanktgallen