Un fotografo newyorkese in via Margutta

Alla galleria romana AL Fine Art, Marshall Vernet reinterpreta le vedute di Giovanni Battista Piranesi in un dialogo visivo tra passato e presente

Marshall Vernet rilegge Giovanni Battista Piranesi offrendo un nuovo sguardo, un ponte tra memoria storia e contemporaneità, sulla Città Eterna: dalle opere di Piranesi, la serie settecentesca de Le Vedute di Roma, l’artista ha selezionato trenta soggetti usandoli come ‘specchio’ per immortalare gli stessi luoghi nel contesto urbano della Roma di oggi. In mostra, nella galleria AL Fine Art, ogni fotografia di Vernet in bianco e nero è stata affiancata da una riproduzione dell’incisione corrispondente, stampata sulla stessa carta cotone fotografica, creando una continuità materica e visiva tra le due serie. Curiosità e ammirazione, Vernet durante il vernissage di Vernet incontra Piranesi è stato circondato da decine di ospiti, accolti dai galleristi Francesca Antonacci e Damiano Lapiccirella. Tra i primi ad arrivare, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Rita Rovelli Caltagirone, Federica Formilli Fendi, Furio Rinaldi, curatore dell’Achenbach Fondation, dipartimento dei disegni, delle stampe e delle fotografie del Fine Arts Museums of San Francisco, Maria Cristina Paoluzzi, direttrice della sede romana della casa d’aste Dorotheum, i galleristi Mauro Nicoletti, Silvia Geddes e Marion Franchetti. Le grandi fotografie di piazza Navona e piazza di Spagna, di Santa Costanza, di Castel Sant’Angelo, che amplificano la dimensione monumentale di questi luoghi iconici, sono state ammirate anche da Luca Dotti, dalla critica d’arte Laura Cherubini, da Charles Antoine e Paola d’Assche e poi la jewelry designer Giulia Barela, gli architetti Fabrizia Frezza, Andrea Truglio, Gaetano Sersale, Alberto Moncada di Paternò, presidente del Circolo della Caccia, Ghilla Gaetani di Canossa, Fabrizio Massimo, Patricia Ruspoli e molti altri.