Il M+ di Hong Kong, museo di arte contemporanea inaugurato nel 2021 in un edificio progettato da Herzog & de Meuron affacciato su Victoria Harbour, e il Centre Pompidou di Parigi, museo nazionale di arte moderna e contemporanea, chiuso lo scorso anno per una ristrutturazione a lungo pianificata del suo edificio firmato da Renzo Piano e Richard Rogers, hanno annunciato una partnership quinquennale che inizierà il prossimo anno.
Questi due importanti musei internazionali, pionieri dell’arte contemporanea, hanno annunciato un accordo presentato il 15 maggio presso M+. All’evento erano presenti le principali figure istituzionali delle due istituzioni, tra cui la direttrice di M+ Suhanya Raffel, il presidente del Centre Pompidou Laurent Le Bon e la console generale francese Christile Drulhe. Il giorno successivo, Le Bon e Raffel hanno partecipato a una lecture al museo dedicata alla storia del Centre Pompidou, ai progetti per l’edificio rinnovato e alla natura della nuova collaborazione tra le due istituzioni. L’iniziativa segna l’avvio di una collaborazione strutturata tra le due istituzioni, pensata per rafforzare il dialogo culturale e curatoriale tra Asia ed Europa.

Una collaborazione che si sviluppa come un vero dialogo tra Asia ed Europa
Laurent Le Bon, presidente del Centre Pompidou, sottolinea come la ristrutturazione del museo a Parigi segni l’inizio di una vera metamorfosi, in cui le partnership internazionali giocano un ruolo centrale nell’ampliare i pubblici, arricchire le collezioni e sviluppare la ricerca curatoriale. In questo senso, la collaborazione con M+ rappresenta un progetto ambizioso, pensato per coinvolgere pubblici europei e asiatici, in particolare le nuove generazioni, attraverso programmi sviluppati su entrambi i continenti e orientati al dialogo interculturale nel lungo periodo.
Suhanya Raffel, storica dell’arte e direttrice di M+ dal 2016, ha ricordato come il museo abbia guardato al Centre Pompidou come a un modello durante la sua costruzione e lo sviluppo della collezione: « È straordinario poter dire che lavoriamo con un museo mentore per M+, ma anche, spero, come partner alla pari », ha dichiarato.
La partnership prevede prestiti di opere, collaborazioni di ricerca e nuove commissioni artistiche, oltre a programmi di scambio tra curatori e professionisti museali. A partire dal 2027, M+ e il Centre Pompidou cocureranno una serie di esposizioni ospitate a Hong Kong, costruite a partire dalle rispettive collezioni, accompagnate dall’istituzione di una borsa di ricerca post-dottorato dedicata all’arte occidentale e asiatica del XX e XXI secolo.

Un progetto che guarda al futuro delle collezioni
Suhanya Raffel sottolinea come la partnership strategica con il Centre Pompidou rappresenti una tappa fondamentale nell’impegno di M+ verso collaborazioni di lungo periodo basate sulla ricerca e su una dimensione globale. In quanto museo radicato in Asia, M+ si propone di arricchire il dibattito accademico e lo scambio curatoriale transnazionale, rafforzando il proprio ruolo come piattaforma per un dialogo istituzionale continuativo.
La collaborazione culminerà in una grande mostra che sarà presentata inizialmente al Centre Pompidou alla riapertura prevista tra il 2029 e il 2030, prima di viaggiare a Hong Kong. L’esposizione esplorerà « la diversità e la ricchezza della cultura visiva in Francia e nella Grande Cina, e i nuovi dialoghi che esse creano in un mondo in rapida trasformazione », sviluppandosi attraverso un lavoro congiunto tra i team curatoriali delle due istituzioni e i rispettivi programmi di ricerca.
In questa prospettiva, la partnership rafforza il dialogo culturale tra Asia ed Europa e apre la strada alla costruzione di nuove narrazioni sulle storie interconnesse e sulle realtà contemporanee della cultura visiva globale.


