Agli Internazionali BNL di Italia, arte design e visioni contemporanee

Un progetto collettivo a cura di Giorgio Galotti e Claudia Pignatale riunisce opere storiche, nuove produzioni e arredi negli spazi del tennis romano

In occasione degli Internazionali BNL d’Italia 2026, il Foro Italico di Roma ospita dal 5 maggio al 17 maggio 2026, ALFABETI, un progetto espositivo concepito dai curatori Giorgio Galotti e Claudia Pignatale che intreccia arte e design in un contesto inedito, quello della Sala delle Armi. L’iniziativa riunisce un gruppo eterogeneo di artisti e designer, contemporanei e storicizzati come Alighiero Boetti, Pietro Ruffo, Patricia Urquiola, Front Design, Gaia De Megni, Iammì, Duccio Maria Gambi, Diego Miguel Mirabella e Nicola Martini, chiamati a dialogare attraverso opere, produzioni site-specific e elementi di arredo, in una riflessione corale sugli alfabeti e sulle sue possibili declinazioni contemporanee del linguaggio. In particolare, tra le opere simbolo della mostra troviamo la celebre Alternandosi e dividendosi…nella primavera dell’anno millenovecentoottantanove realizzata nel 1989 da Boetti, figura che infatti, del gioco con le parole ha fatto la sua materia visiva e concettuale.

Il progetto si inserisce nel programma culturale legato al grande evento sportivo romano, trasformando uno spazio iconico del Foro Italico in una piattaforma ibrida, dove estetica, funzione e narrazione convivono. Non a caso, tra i partner figurano aziende del design comeEmu e Moroso, a sottolineare la dimensione trasversale dell’iniziativa, mentre tra le gallerie che hanno collaborato all’evento troviamo Studio SALES, Clima e Tornabuoni Arte. L’apertura, su invito, è prevista per il 5 maggio con una serata inaugurale accompagnata da una performance musicale di Coky Ricciolino & The Ciribiribin Orchestra, a rafforzare il carattere multidisciplinare e immersivo di ALFABETI. Il Foro Italico continua a confermarsi sempre più come luogo di contaminazione tra sport e cultura, accogliendo un esperimento espositivo che riflette sulla costruzione dei linguaggi visivi e sulle relazioni tra arte, spazio e pubblico.

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