Dal 17 maggio all’8 dicembre 2026, Palazzo Chigi Zondadari a Siena ospita Tessere trame su pieghe increspate, prima mostra personale in Italia dell’artista giapponese Natsuko Uchino, nell’ambito della quinta edizione di CORTEMPORANEA, l’iniziativa voluta da Flavio Misciattelli per attivare un dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico attraverso commissioni site-specific e curata da Fiammetta Griccioli e Cloé Perrone.
La ricerca di Uchino si colloca in una zona di confine tra arte, ecologia e pratiche sociali, costruendo opere che sono al tempo stesso sculture, installazioni e sistemi viventi. I lavori nascono spesso da collaborazioni con comunità locali e artigiani, mettendo in circolo saperi tradizionali e pratiche condivise: l’artista indaga così la trasmissione dei saperi e le infinte trasformazioni della materia, mettendo in discussione le convenzioni gerarchiche sempre più porose, fra arte e vita.

Natsuko Uchino, installation view, Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino, 2024 Foto: Sebastiano Pellion di Persano Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Il titolo della mostra evoca immediatamente una dimensione stratificata: “tessere” e “trame” rimandano a un fare manuale e collettivo, mentre le “pieghe increspate” suggeriscono superfici complesse, attraversate da tensioni e trasformazioni. In questo senso, il progetto espositivo si sviluppa come una riflessione sulla cultura intesa come tessuto vivo, fatto di scambi, echi e sovrapposizioni. All’interno degli ambienti storici del palazzo, le opere dialogano con arredi, decorazioni e architetture, attivando un confronto tra temporalità diverse e interrogando il modo in cui la memoria si trasmette attraverso i materiali e le forme.



Natsuko Uchino, installation view, Diplomaties terrestres Centre International d’Art et du Paysage, Île de Vassivière, 2023. Photo: Aurélien Mole
Per Siena, Uchino ha concepito un corpus di lavori site-specific realizzati in collaborazione con artigiani del territorio, attingendo a tecniche di tessitura, intreccio e ricamo. Nella corte centrale, Weaving Lines Stepping on Folds (2026) si presenta come una grande struttura in rami, costruita insieme all’artigiano Fabio Guerrini: un’opera che mette in relazione la tradizione locale dell’intreccio con le mappe oceaniche delle Isole Marshall. Nel salone da ballo del piano nobile, la serie tessile Textile Écru-Beige-Tanin (2026) si dispiega nello spazio come un grande sipario sospeso, realizzato con il contributo dell’associazione senese Crea&Dìmostra.


Le superfici ricamate instaurano un dialogo visivo con Piazza del Campo, evocata come immagine e come luogo simbolico, mentre la loro presenza fluttuante amplifica la relazione tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio urbano. A completare il percorso, l’installazione sonora Phonocène (flûtes) (2026), sviluppata con Fabien Bourdier e Olivier Chouteau, esplora le potenzialità acustiche della ceramica attraverso un sistema di tubi attivati dal flusso dell’aria. L’opera intreccia suggestioni provenienti da tradizioni musicali diverse – dall’organo a bocca asiatico ai canti poliritmici dei Pigmei – costruendo un ambiente sonoro immersivo in cui le frequenze si sovrappongono e risuonano nelle sale del palazzo.


