Quando l’illusione smette di essere intrattenimento e diventa metodo di osservazione, il confine tra spettacolo e analisi si fa meno netto. È su questa soglia che si colloca il nuovo appuntamento della quinta stagione di FOROF, in programma il 23 aprile, all’interno del progetto espositivo INFRASUPRA di Alicja Kwade.
L’episodio ospita SHAPES OF POWER, performance dell’artista e illusionista Tobias Dostal, che trasforma il linguaggio della magia in un dispositivo di lettura del potere e della percezione. Il lavoro si inserisce nel dialogo con le opere di Kwade e con il contesto archeologico del Foro Traiano, dove i resti della Basilica Ulpia diventano parte attiva della scena: non semplice fondale, ma materia che contribuisce a destabilizzare la percezione dello spazio.

Il progetto si articola in due momenti. Nel primo, Dostal mette in relazione i meccanismi dell’illusione con le rovine stesse, costruendo un ambiente in cui la “verità” della visione appare costantemente negoziabile. Nel secondo, la performance si sposta in una dimensione più esplicitamente teatrale, coinvolgendo il pubblico in un processo guidato di disallineamento percettivo, dove il controllo — tema centrale del lavoro — viene prima messo in scena e poi progressivamente disinnescato.
Più che una performance di magia in senso tradizionale, SHAPES OF POWER funziona come un’indagine sulle condizioni stesse dello sguardo: quanto di ciò che percepiamo come stabile è effettivamente tale, e quanto invece è costruzione? In questo senso, il lavoro di Dostal si sovrappone alle ricerche di Kwade, che già in INFRASUPRA lavora sulla frattura delle leggi fisiche e sulla loro traduzione in esperienza visiva.

“Non si tratta di stupire, ma di interrogare la percezione”, sottolinea il curatore della stagione Valentino Catricalà, descrivendo il progetto come una riflessione sulla natura del potere e sulle sue forme invisibili. Un potere che, nel dispositivo scenico costruito da Dostal, non si manifesta mai in modo diretto, ma come effetto di scomposizione dello sguardo.
La serata si conclude con un percorso gastronomico a cura di RIMESSA Roscioli, mentre il progetto è realizzato con il supporto di Galleria Continua, Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e Istituto Polacco di Roma.
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