Tutti alla Tragicomica

Al MAXXI trecento opere e centinaia di invitati trasformano la preview in un rito collettivo: tra arte italiana, nomi celebri e pubblico in movimento, la mostra sembra funzionare tanto come esposizione quanto come scena sociale

Trecento opere passate in rassegna da centinaia di visitatori. La folla che gira per le sale, percorre i corridoi, abita gli spazi e conversa all’ombra delle Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, interpretata da una selezione di centotrenta autori.

La preview della collettiva di primavera del MAXXI – il titolo, facile da memorizzare, è Tragicomica – movimenta la Roma che non resiste al richiamo delle novità e della parola opening. Andrea Bellini e Francesco Stocchi, i curatori della mostra, hanno riempito ogni spazio disponibile dell’edificio progettato da Zaha Hadid di opere frutto del lavoro di Gianfranco Baruchello, Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Adelaide Cioni, Roberto Cuoghi, Gino de Dominicis, Luciano Fabro, Lucio Fontana, e via così in ordine alfabetico fino alla Z con Gilberto Zorio, guidando nel percorso anche un gruppo di Amici e sostenitori del Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

La presidente della Fondazione MAXXI Maria Emanuela Bruni nel frattempo ha accolto, tra gli altri, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, gli artisti Enzo Cucchi, Gianni Politi, Alessandro Piangiamore, Giuseppe Pietroniro, H.H. Lim, e poi Marisa Laurito, Bartolomeo Pietromarchi e Laura Einaudi, Luca Lo Pinto, la giornalista de La7 Alessandra Sardoni e molti altri.

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