Emilio Isgrò a Capodimonte con un intervento dedicato a Napoli

Il progetto espositivo di Emilio Isgrò, a cura di Eike Schmidt, è un omaggio inedito alla città di Napoli attraverso la poetica della cancellatura

Sarà il Museo e Real Bosco di Capodimonte ad accogliere Canto Napoli, il nuovo progetto espositivo di Emilio Isgrò, uno dei protagonisti più autorevoli della scena artistica internazionale. La mostra, curata da Eike Schmidt, direttore dell’istituzione napoletana, inaugura venerdì 10 aprile 2026 alle ore 12.00 negli spazi del secondo piano, articolandosi nelle sale 81, 83 e 84 .

Pensato appositamente per Napoli, Canto Napoli si configura come un intervento inedito che intreccia la ricerca pluridecennale dell’artista con l’identità stratificata della città. Isgrò, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1937, è figura centrale nel panorama culturale europeo: artista visivo ma anche poeta, drammaturgo, scrittore e regista, ha attraversato linguaggi e discipline mantenendo una coerenza rigorosa attorno al tema della parola e della sua negazione.

Fin dagli anni Sessanta, infatti, Isgrò ha sviluppato la pratica della cancellatura, divenuta nel tempo il suo segno distintivo. Più che un gesto sottrattivo, la cancellatura si configura come un dispositivo critico capace di ridefinire il rapporto tra visibile e invisibile, tra memoria e oblio. Oscurando parti di testi, immagini o spartiti, l’artista non elimina il significato, ma lo rilancia, creando nuovi spazi di interpretazione.

In questo nuovo progetto, Napoli diventa terreno simbolico privilegiato. Città di eccessi e contraddizioni, di storia e di stratificazione culturale, Napoli sembra rispondere naturalmente alla logica della cancellatura: un luogo in cui il passato non scompare mai del tutto, ma riaffiora continuamente sotto nuove forme. Il “canto” evocato dal titolo suggerisce una dimensione corale, una narrazione plurale che si costruisce tra presenza e assenza, tra ciò che è detto e ciò che resta taciuto.

Con Canto Napoli, Isgrò rinnova così la propria indagine sul potere della parola e sul suo limite, offrendo al pubblico un’esperienza che è insieme visiva e concettuale. La mostra si inserisce nel programma espositivo di Capodimonte come un momento di riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea nel dialogo con i contesti storici e urbani, riaffermando la centralità dell’artista nel pensare il presente.

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