La primavera del MACRO: dall’analisi sul territorio romano al dialogo della città con il panorama artistico internazionale

La nuova stagione espositiva al MACRO apre lo sguardo ad una pluralità di tematiche e linguaggi che interrogano il reale e lo mettono in crisi. Hito Steyerl, Amelia Rosselli, Miriam Cahn, sono solo alcuni dei nomi che compaiono nel nuovo ciclo di mostre in arrivo

La primavera artistica al MACRO si apre in tutta la sua freschezza, in un secondo ciclo espositivo che valorizza questo spazio culturale, come «luogo della novità e della sperimentazione che vogliono arrivare a tutti», come dichiara la direttrice artistica Cristiana Perrella. Uno spazio multifunzionale e sfaccettato, di cui la pluralità architettonica e funzionale permette di creare un «ritmo di mostre fitto».

Mentre la prima parte dell’anno era stata dedicata ad un progetto volto a valorizzare la città di Roma, con mostre tematiche come sono state UNAROMA e Abitare le rovine del presente (prorogate di un mese e tuttora visibili per via del grande successo riscontrato), la seconda parte del 2026 porta avanti «l’idea del macro come spazio dove linguaggi artistici possono mescolarsi e sovrapporsi, con un programma nato da un’impegno molto grande verso la quotidianità», usando le parole della direttrice artistica che spiega ancora «se vogliamo cercare un filo che unisce le proposte di quest’anno è l’attenzione all’assottigliamento di confine tra pratiche creative differenti, tra diverse discipline e lavori che non si limitano a rappresentare il reale ma lo interrogano e lo mettono in crisi». Stavolta il focus sarà il ruolo di Roma all’interno del panorama internazionale, focus volto anche ad esprimere la vocazione internazionale della città.

Intervengono alla presentazione della nuova stagione espositiva del 31 marzo, l’assessore alla cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, il presidente di Azienda Palaexpo Marco Delogu e Cristiana Perrella. «Nostro obiettivo è rioffrire al pubblico questo spazio ibrido dei diversi linguaggi, di artisti emergenti, di incontri seminari», sottolinea l’assessore. «Siamo convinti che roma sia un luogo dove la scena artistica è viva e può parlare con il mondo, la nuova stagione apre le porte al panorama internazionale senza dimenticare il territorio romano», spiega Perrella. Proprio per evidenziare il ruolo di Roma come centro artistico sarà visibile fra le altre mostre del nuovo ciclo in partenza il 29 aprile Uno, cinque, dodici, ottant’anni del Premio Strega, rassegna dedicata alla storia degli ottant’anni del concorso letterario, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano. Il premio è stato fondamentale per il nostro paese in quanto promotore dei mutamenti culturali e linguistici.

Il programma prevede poi un’ospite attesissima e poco visibile sulla scena romana: Mechanical Kurds di Hito Steyerl, installazione video a cura di Alice Labor di «una delle artiste che attualmente riesce meglio ad interpretare in senso critico le nuove tecnologie e le politiche di sorveglianza di queste», secondo Perrella. L’installazione sarà situata nella sala video, situata nell’area nuova del museo.

Nella stessa area sarà esposta anche la quattordicesima edizione di SHE DEVIL, storica rassegna di videoarte tutta al femminile, progetto nato vent’anni fa dal lavoro di una rete di curatrici, «che parla il linguaggio della collaborazione e contaminazione». La sala audio presenta infine il progetto su Amelia Rosselli, mostra che, nelle parole della direttrice «permette di comprendere da vicino gli elementi cardine della sua poetica quali l’intimità, la profondità e un carattere perturbante».

Il MACRO mostra attenzione al dibattito e alla ricerca interdisciplinare anche con il convegno Science Fashion. Interazioni fra moda, scienza e nuove tecnologie, in programma dal 13 al 15 maggio. Il 28 maggio inaugura poi la mostra personale su Miriam Cahn e la mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini. A settembre continuerà questo ciclo ricchissimo con una retrospettiva su Marialba Russo, fino a chiudersi a dicembre con il nuovo progetto di Alessandro Sciarroni, pensato appositamente per gli spazi del museo. Con un programma così allettante e variegato, sicuramente c’è più di un motivo per tornare al MACRO. 

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