Piangiamore e la polvere che diventa materia di luce

Alla Repetto Gallery la personale dell’artista siciliano indaga il confine tra visibile e invisibile attraverso installazioni, sculture e opere su carta

Il progetto espositivo La polvere ci mostra che la luce esiste prende le mosse dal pensiero del filosofo Georges Didi-Hubermann, in particolare dall’idea della polvere come elemento capace di rendere visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo. Una suggestione che si traduce nella pratica artistica di Piangiamore in un’indagine sottile sul rapporto tra materia e percezione, tra presenza e dissoluzione.

La sua ricerca, da sempre in dialogo con elementi naturali come terra, luce e aria, si concentra qui su una dimensione liminale: le opere nascono come tentativi di trattenere ciò che è per natura effimero. Video, installazioni, sculture e lavori su carta costruiscono un percorso fatto di impronte e trasformazioni, dove la materia sembra perdere consistenza per diventare immagine: gesti molteplici di manipolazione e alterazione, impronte e tracce che tentano di trattenere l’inafferrabile, di fissare ciò che per sua natura tende a sfuggire.

In questo equilibrio instabile tra permanenza e scomparsa si inserisce una riflessione più ampia sulla possibilità di “vedere” l’invisibile, rendendo tangibile l’attimo in cui la luce attraversa lo spazio e rivela ciò che normalmente resta nascosto. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, con testi di Andrea Cortellessa e Julien Fronsacq, a sottolineare la rilevanza critica del lavoro di Piangiamore nel panorama contemporaneo.

La polvere, osserva il filosofo, diventa percepibile solo nel momento in cui la luce la attraversa: una presenza instabile e delicata che, per un attimo, rende visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo, lasciando intravedere la trama stessa dello spazio e sottraendosi a ogni forma definitiva. Questa riflessione risuona profondamente nella pratica dell’artista siciliano, che si colloca proprio in una zona di confine dove la materia si rarefà fino a trasformarsi in immagine. Le sue opere emergono così come esiti di un equilibrio fragile, sospese tra ciò che è destinato a dissolversi e ciò che, silenziosamente, cerca di resistere nel tempo.

Una tensione che attraversa l’intera ricerca dell’artista e che trova un’eco nelle parole di Italo Calvino in Collezione di sabbia, dove la raccolta diventa un modo per sottrarsi al caos dell’esperienza e approdare a una dimensione essenziale, quasi minerale, capace di toccare la struttura più intima dell’esistenza.

La polvere ci mostra che la luce esiste
Dal 21 marzo – 26 giugno 2026
Repetto Gallery
Via Clemente Maraini 24
6900 Lugano, Switzerland

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