Il MUDEC – Museo delle Culture ospita 100 fotografie per ereditare il mondo, una grande mostra curata da Denis Curti che attraversa due secoli di storia della fotografia, riunendo cento immagini per raccontare chi siamo stati e dove stiamo andando. Il progetto si configura come una riflessione sul presente: in un’epoca segnata da trasformazioni tecnologiche, crisi ambientali e saturazione visiva, la fotografia emerge come uno strumento per orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo, capace di costruire memoria e consapevolezza collettiva. Il percorso espositivo si apre con una sezione introduttiva che racconta il passaggio da una società senza immagini a una società dominata dalle immagini, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità moderna. Dalle prime sperimentazioni di Niépce e Daguerre fino alle ricerche più recenti, la mostra ripercorre le tappe fondamentali del linguaggio fotografico, mettendo in dialogo innovazione tecnica e trasformazione culturale.



Uno dei nuclei centrali dell’esposizione è dedicato alla fotografia come documento: immagini iconiche del Novecento – dalla Migrant Mother di Dorothea Lange allo sbarco sulla Luna, fino alle fotografie dell’11 settembre – testimoniano il ruolo della fotografia come “occhio del mondo”, capace di fissare eventi che hanno segnato la storia collettiva. Accanto a questa dimensione documentaria, la mostra esplora anche la fotografia come strumento di introspezione e costruzione identitaria. Autori come Claude Cahun, Pierre Molinier e Robert Mapplethorpe utilizzano il corpo e l’autorappresentazione per indagare il sé, anticipando una riflessione che oggi, nell’era digitale, appare più attuale che mai.

Non manca una sezione dedicata alla fotografia come evocazione, in cui l’immagine si allontana dal reale per diventare simbolo e costruzione visiva. Artisti come David LaChapelle e Sandy Skoglund mostrano come la fotografia possa reinventare il mondo, mescolando estetica, immaginazione e critica sociale. Il percorso si conclude con uno sguardo al presente e al futuro, dove la fotografia si trasforma in una vera e propria “bussola” per orientarsi nel XXI secolo.


Temi come migrazioni, crisi ambientali, identità e multiculturalità emergono attraverso le opere di artisti contemporanei, evidenziando come l’immagine oggi non sia più solo testimonianza, ma anche strumento di interpretazione e trasformazione della realtà. In questo intreccio di epoche e linguaggi, la mostra ribadisce il ruolo del MUDEC come spazio di dialogo tra culture. Le fotografie esposte non sono solo immagini, ma frammenti di memoria che invitano il visitatore a rallentare lo sguardo e a interrogarsi sul proprio tempo. Ereditare il mondo, sembra suggerire la mostra, significa proprio questo: riconoscere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro attraverso le immagini.


