Il MAXXI di Roma dà il via alla seconda edizione di ENTRATE, il programma pluriennale dedicato al design che reinterpreta la hall del museo, traformandolo in un ambiente giocoso e interattivo. Quest’anno, è lo studio di architettura e design TAKK, con sedi a Barcellona e a New York, fondato da Mireia Luzárraga e Alejandro Muiño, che integra all’architettura alcuni strumenti mutuati dalle scienze politiche, naturali e sociali, per esplorare nuovi confini multidisciplinari. L’installazione presentata è con-vivere, composta da sei installazioni che aprono a molteplici modalità di fruizione dello spazio, suggerendo nuovi modi di abitare il museo come luogo condiviso.
Nel loro insieme configurano un paesaggio composito, realizzato con materiali a ridotto impatto ambientale e strutture leggere. Forme rigide e linee organiche si intrecciano con elementi “viventi”, mentre un sistema di illuminazione ispirato alle serre favorisce la crescita delle piante e contribuisce al benessere percettivo dei visitatori anche grazie al colore, che diventa strumento di terapia e stimolo sensoriale.



L’allestimento, che sarà visitabile gratuitamente fino al 10 gennaio 2027, combina così materiali a ridotto impatto ambientale e l’intento è dare forma a un paesaggio in costante trasformazione, in cui il design non si limita a essere contemplato, ma invita a essere vissuto e messo alla prova direttamente. Tra le installazioni, Il Giardino accoglie i visitatori fungendo anche da punto informativo, integrando vegetazione e orientamento. La Torre sviluppa invece il tema della produzione alimentare, ospitando piante commestibili coltivate su livelli sovrapposti e illuminati, con tavoli condivisi alla base che favoriscono la convivialità. La Fontana introduce un’area di sosta organizzata attorno a una vasca, mentre il Divano Collettivo, una grande seduta circolare, invita alla condivisione del tempo e dello spazio. Più raccolto il Lettino Benessere, pensato per un’esperienza individuale immersa tra piante aromatiche. Completa il sistema il Tavolo di lavoro, una superficie ampia e luminosa destinata ad attività di studio, che richiama nella struttura l’idea di un ponte.





