Presentata a Milano durante la conferenza stampa del 18 marzo, la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas si prepara ad aprire al pubblico dal 19 al 22 marzo negli spazi di Superstudio Più, confermandosi come uno degli appuntamenti centrali per la fotografia d’autore in Italia. Organizzata da Fiere di Parma e diretta per il terzo anno da Francesca Malgara, la fiera si svolge con il patrocinio del Comune di Milano e il supporto di BNL BNP Paribas, title sponsor, e Deloitte. Una sinergia tra pubblico e privato che, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, rappresenta «un esempio virtuoso capace di generare valore culturale, sociale ed economico», rafforzando il ruolo di Milano come «piattaforma internazionale capace di mettere in dialogo ricerca artistica, mercato, istituzioni e nuove generazioni».


Al centro dell’edizione 2026 il tema Metamorfosi, che attraversa l’intero progetto curatoriale. «La fotografia è un linguaggio in continua trasformazione», ha ricordato Sacchi, sottolineando come il tema parli non solo all’immagine ma alla contemporaneità stessa. Un’idea ripresa anche dalla direttrice artistica Francesca Malgara, secondo cui la fiera si configura oggi come «una piattaforma aperta, capace di mettere in connessione visioni, geografie e linguaggi diversi», mantenendo al tempo stesso un legame profondo con Milano.


Durante la presentazione è emersa anche la dimensione sociale della manifestazione, evidenziata dal contributo di BNL BNP Paribas. «Il successo crescente della fiera conferma quanto arte e cultura siano driver sociali ed economici», ha dichiarato l’Head of ESG Strategy, Communication & Public Affairs BNL BNP Paribas Luca Ranieri, sottolineando il valore del progetto fotografico dedicato alle periferie milanesi, in linea con le politiche di inclusione del gruppo. I numeri restituiscono la portata dell’edizione: 111 espositori selezionati, tra cui 76 gallerie – con una forte componente internazionale e numerosi nuovi ingressi – affiancati da istituzioni, editori e progetti speciali.

Un sistema articolato che conferma MIA Photo Fair BNP Paribas come una piattaforma di riferimento, non solo per il mercato ma per la costruzione di un discorso contemporaneo sulla fotografia. Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni, che riflettono la pluralità del medium fotografico oggi. Accanto alla Main Section, trovano spazio tre sezioni curate: Beyond Photography – Dialogue, che mette in relazione la fotografia con altri linguaggi; Reportage Beyond Reportage, dedicata alle nuove forme della narrazione documentaria; e FOCUS Latino, che attraversa identità ibride e trasformazioni culturali tra America Latina, Europa e diaspora.



Accanto alla fiera, i progetti speciali ampliano ulteriormente il raggio d’azione. Tra questi, il reportage Non si diventa grandi da soli di Giorgio Galimberti, promosso da BNL BNP Paribas, che porta al centro le periferie milanesi e le loro storie, intrecciando fotografia e inclusione sociale. Oppure la presenza di William Wegman, con le sue iconiche Polaroid, dove il gioco e la trasformazione diventano chiave di lettura dell’identità.

Non manca una riflessione sul tempo e sulla memoria, come nel progetto di Nicolò Pudel dedicato a Portofino, o nella mostra su Elisabetta Catalano, che restituisce attraverso il ritratto una costellazione di figure tra arte, cinema e mondanità. Parallelamente, la dimensione istituzionale e quella editoriale rafforzano il ruolo della fiera come piattaforma culturale: musei, fondazioni e archivi dialogano con editori e riviste, mentre un fitto programma di talk e incontri mette al centro temi come il collezionismo, il rapporto tra fotografia e impresa, e le nuove forme della narrazione visiva.

A rendere ancora più dinamico il panorama contribuisce il sistema dei premi – dieci in totale – che testimoniano un impegno concreto nel sostenere artisti, gallerie e nuovi talenti, e nel rafforzare il legame tra fotografia, mercato e ricerca. Ma la MIA Photo Fair non si esaurisce negli spazi della fiera. Il Circuito OFF porta la fotografia in tutta la città, attivando mostre, progetti e collaborazioni che estendono l’esperienza oltre i confini espositivi, trasformando Milano in un laboratorio diffuso dell’immagine.
Dopo quindici anni, la fiera sembra aver trovato una propria maturità: non più solo vetrina, ma piattaforma complessa, capace di tenere insieme mercato e ricerca, istituzioni e sperimentazione. Accanto alla fiera, i progetti speciali ampliano ulteriormente il raggio d’azione. Tra questi, il reportage Non si diventa grandi da soli di Giorgio Galimberti, promosso da BNL BNP Paribas, che porta al centro le periferie milanesi e le loro storie, intrecciando fotografia e inclusione sociale. Oppure la presenza di William Wegman, con le sue iconiche Polaroid, dove il gioco e la trasformazione diventano chiave di lettura dell’identità.

Dieci premi per raccontare il presente della fotografia
A testimoniare la vitalità e la vocazione internazionale di MIA Photo Fair BNP Paribas, dieci premi articolano un racconto corale della fotografia contemporanea, intrecciando sostegno istituzionale, collezionismo e ricerca. Dal consolidato Premio BNL BNP Paribas, giunto alla quindicesima edizione e assegnato a Héctor Zamora, che continua ad arricchire una prestigiosa collezione aziendale, al Premio Casa Museo Molinario Colombari, vinto da Vue Gallery, che valorizza la qualità curatoriale degli stand, emerge una forte attenzione alla progettualità espositiva.
In dialogo con il mondo del collezionismo si collocano The Collectors. Chain Prize di Art Defender e il Fondo Acquisto Fiere di Parma, entrambi orientati all’acquisizione di opere e al sostegno concreto delle gallerie. Sul fronte della promozione artistica, il Premio miramART – assegnato a Gleeson Paulino – e il Premio La NUOVA Scelta Italiana, che ha premiato Raffaela Mariniello e Paolo Ventura, investono rispettivamente sui talenti emergenti e sulla continuità della grande tradizione fotografica italiana. Il Premio Irinox Save the Food – Feeding the Image amplia invece il campo della riflessione, connettendo fotografia, sostenibilità e cultura del cibo, mentre The Portfolio Parade, curato da Erik Kessels, si configura come una piattaforma sperimentale per nuovi sguardi internazionali, premiando Naguel Rivero e Michal Baratz Koren.
A questi si affianca il Superstudio Photo Award, dedicato ai giovani fotografi europei e ispirato all’eredità di Oliviero Toscani, che guarda al futuro della disciplina, e l’Image Media Excellence Award, assegnato a “d la Repubblica”, che riconosce il ruolo dei media nella diffusione della cultura visiva. Insieme, questi premi delineano un ecosistema dinamico in cui la fotografia si afferma come linguaggio in continua evoluzione, capace di connettere ricerca artistica, mercato e società.


