Il Guggenheim Museum di New York premia Trevor Paglen

Il Guggenheim assegna a Trevor Paglen il LG Award, riconoscendo una ricerca che da anni indaga i sistemi opachi della visione tecnologica

È a Trevor Paglen che quest’anno il Guggenheim Museum di New York conferisce il prestigioso LG Award, un riconoscimento destinato agli artisti che operano all’intersezione tra pratica estetica e tecnologia. Il premio, che include una somma di 100.000 dollari, rappresenta non solo un riconoscimento simbolico, ma anche un sostegno concreto per una ricerca che, per sua stessa natura, implica costi elevati e complessità strutturali.

Paglen, già insignito nel 2017 della MacArthur Fellowship, ha costruito negli anni un linguaggio visivo capace di interrogare le architetture nascoste del potere contemporaneo. Le sue immagini — cieli apparentemente sereni, paesaggi rarefatti, costellazioni astratte — si rivelano in realtà dispositivi di rivelazione: documentano sistemi di sorveglianza, satelliti militari, infrastrutture invisibili che operano al di fuori dello sguardo pubblico. La sua pratica si muove lungo una linea sottile, dove estetica e investigazione si fondono, trasformando l’opera in un atto critico.

Tra i suoi progetti più significativi, la serie Bloom (2020) anticipa molte delle questioni oggi centrali nel dibattito sull’intelligenza artificiale. In queste opere, immagini di alberi in fiore vengono elaborate da sistemi algoritmici che ne reinterpretano i colori secondo logiche non accessibili allo spettatore. Il risultato è un’immagine che non appartiene più pienamente né al mondo naturale né a quello umano, ma si colloca in uno spazio intermedio, governato da una visione altra: quella della macchina.

È proprio su questa trasformazione dello sguardo che Paglen insiste nel suo prossimo libro, How to See Like a Machine: Images After AI. L’artista individua due svolte epocali: da un lato l’emergere della computer vision tra gli anni Duemila e Dieci, dall’altro la recente diffusione dell’intelligenza artificiale generativa. Due rivoluzioni che, secondo Paglen, modificano radicalmente il nostro rapporto con le immagini, rendendo insufficienti le categorie teoriche tradizionali — dalla prospettiva rinascimentale alla fotografia moderna.

La giuria del Guggenheim LG Award ha sottolineato la portata di questa ricerca, definendo Paglen uno degli artisti più influenti del nostro tempo. La sua opera, si legge nella motivazione, si distingue per la capacità di rendere leggibili tecnologie altrimenti opache, sfidando le narrazioni dominanti dell’industria e aprendo spazi di riflessione sulle implicazioni etiche e politiche dei sistemi digitali.