Movie icons: gli oggetti originali dai set di Hollywood in mostra a Roma

In mostra al WeGil, oltre cento oggetti originali di scena, costumi e memorabilia. Un percorso che attraversa oltre quarant’anni di storia della settima arte

Che cosa hanno in comune Batman, Capitan America, Spiderman, Mystica, Freddy Krueger e Forrest Gump? Sono tutti al centro dell’esposizione Movie icons, che espone a Roma fino al 3 maggio oltre cento oggetti originali di scena, costumi e memorabilia dai set cinematografici di Hollywood. Allestita al WeGil, polo culturale della Regione Lazio gestito da “Lazio Crea” a Trastevere (di fronte al cinema Nuovo Sacher del regista Nanni Moretti, per intenderci) la rassegna è un itinerario – assai ordinato – che attraversa la settima arte, facendo leva su pellicole cult che hanno influenzato tre generazioni di spettatori dalla fine degli anni Settanta a oggi. Dal costume da spartano di 300 (Zack Snyder, 2007), che insieme all’elmo sono stati indossati dal noto stuntOltre cento oggetti originali di scena, costumi e memorabilia provenienti dai set di Hollywood arrivano a Roma con la mostra Movie Icons al WeGil. Un percorso tra cinema cult, mestieri del set e collezionismo che attraversa oltre quarant’anni di storia della settima arte.man e cineasta David Leitch, al neuralizzatore di Men in black: international (F. Gary Gray, 2019), sequel nel quale la produzione ha creato un nuovo design del neuralizzatore, la tradizionale arma dei Men in black. 

E ancora, la tuta da astronauta di Armageddon, giudizio finale (Michael Bay, 1998), indossata da Ben Affleck sulla navicella X-71 Independence. Ma anche il costume di Robocop (Robocop 2, di Irvin Kershner e Conrad E. Palmisano, 1990), disegnato e creato da Rob Bottin, già autore di quello del primo film (1987). Restando in tema “costumi”, in esposizione ci sono anche quello di La cosa (I fantastici 4, Tim Story, 2005) – laddove la difficoltà più grande è stata proprio renderlo indossabile e leggero, ma al contempo farlo apparire di vera roccia, solida e pesante –, e quello da extraterrestre di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, diretto da Steven Spielberg nel 1977, e composto da una maschera in gomma dipinta a mano, con fori su occhi, naso e bocca, e da un body marrone chiaro. Indimenticabile.

Dunque, non un “semplice” viaggio nella storia del cinema, ma anche nell’evoluzione dei mestieri, della produzione e del costume. Tutto ciò trasforma Movie iconsideata da Umberto Vattani, che l’ha curata insieme ad Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini – in una rassegna di collezionismo adatta a tutti. I fan di Guerre stellari (George Lucas, 1977) apprezzeranno la ciocca di pelo di Chewbecca, il Wookiee alto oltre 2 metri e copilota della nave di Ian Solo, il Millennium Falcon. Spazio poi all’orecchio e al phaser di Spock, entrambi provenienti dal lungometraggio Into the darkness: Star Trek, diretto da J.J. Abrams nel 2013, e ai guantoni da boxe di Rocky Balboa, nell’interpretazione di Sylvester Stallone del 2006.

Tutti oggetti di scena originali, come il berretto di Forrest Gump, dall’omonimo film di Robert Zemeckis del 1994. Ma anche la maschera dell’Uomo bicentenario (Chris Columbus, 1999); in questo caso, i costumisti hanno dovuto affrontare un compito molto complesso per creare il robot protagonista della pellicola. Se non è ancora sufficiente, sono esposti il caschetto di Jurassic Park (Steven Spielberg, 1993), la maschera di Batman forever (Joel Schumacher, 1995), il batarang dello stesso uomo pipistrello (Batman Begins, Cristopher Nolan, 2005), il casco di Green Goblin (Spiderman, Sam Raimi, 2002), il costume dell’uomo ragno (Spiderman 2, Sam Raimi, 2004), la maschera dell’uomo anfibio (La forma dell’acqua: The shape of water, Guillermo del Toro, 2017), la protesi per il costume di Hellboy, dall’omonimo film diretto nel 2004 sempre da Guillermo del Toro, il costume della tartaruga ninja Leonardo (Tartarughe ninja alla riscossa, Steve Barron, 1990).

Largo anche al cinema horror: dal guanto di Freddy Krueger (Nightmare 6: La fine, Rachel Talay, 1991), in pelle marrone, con placche di metallo color ottone sul dorso e sulle dita, alla testa di Chucky (Il figlio di Chucky, Don Mancini, 2004) al modello del clown per stop-motion Pennywise (It, Tommy Lee Wallace, 1990). Può mancare Tim Burton? Certo che no: c’è infatti il modello di marziano per stop-motion dello spassoso film Mars attacks! (1996), diretto dal visionario cineasta californiano. Ci si ritrova, insomma, catapultati dall’altra parte del grande schermo. Tornando, anche solo per un’ora, agli oggetti tangibili per riflettere sul collezionismo e sulla sua evoluzione. La fisicità e le nuove tecnologie, qui, vanno di pari passo.

Info: www.wegil.it

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